giovedì 23 agosto 2012

Ode alla tristezza

Che tristezza mi si dice,
non considerando di quanto la tristezza sia un termine caro al genere umano quanto la guerra e la strage.  Un termine che definisce una specie, che la distingue dalle altre: il serpente perde la muta, l'orso va in letargo e dorme con un occhio aperto ed uno chiuso, l'ape fa il miele, l'essere umano è triste. E' triste da quando ha perso la memoria, poiché prima era la memoria a caratterizzarlo ma, avendola persa, oggi non gli rimane che essere triste e ammazzarsi coi suoi simili (e ci si ammazza perché si perde la memoria storica).
E poi mi si dice che il mio vivere è tristezza: che tristezza che non sono andato in ferie quest'anno, che tristezza che non ho un animale da compagnia in casa, che tristezza che amo star da solo, che tristezza che non vado al mare, che tristezza che non amo socializzare, che tristezza... che tristezza...che tristezza che non vi facciate i cazzi vostri...
Eppure la tristezza è un sentimento così piacevole,

quel senso di torpore
 e di abbandono
quella voglia di rinuncia
alla vita e al suo frastuono
quel principio di pianto
che si fa necessità
quella foto di un muro in bianco e nero
che diventa sola ed unica realtà
'o madre Tristezza
che allatti di odio
proteggi i tuoi figli
in un nodo scorsoio
sussurra soave
che lo sperare è vano
e che la sola soluzione
è un volo dall'ultimo piano

governa potente
con la tua grigia autorità
dimostra al vivente
la sua inutilità
 zan zan!








lunedì 20 agosto 2012

vota morte

Io credo che una civiltà istruita, ricca di secoli di tradizione letteraria e scientifica, dovrebbe saper riconoscere quando è il momento di levarsi dai coglioni in forma definitiva. 
Siamo troppi e troppo stronzi
amen... 

sabato 18 agosto 2012

Il giorno che piovve merda dai cieli

esiste per ogni cosa dell'esistere un tempo
un tempo per nascere
un tempo per crescere
un tempo per essere infamati
un tempo per vegetare
un tempo per essere riportati in vita
un tempo per vendicarsi
un tempo per morire
ed anche un tempo per apprendere
ed è proprio di quest'ultimo di cui voglio parlarvi
il giorno in cui il velo che copriva l'esistenza ed ogni essere vivente venne strappato di fronte ai miei occhi di fanciullo, il giorno in cui capii cos'è il genere umano e come è buon costume atteggiarsi di fronte a esso
fu una frazione di tempo e capii solo dopo, col tempo e l'esperienza maturata per comprendere, la lezione che mi era stata impartita e perché.
Ero con mio padre e mia madre, viaggiavamo verso casa dalle parti di Pistoia (terra ingrata e arida d'affetti), l'atmosfera era conviviale, mio padre e mia madre cantavano mentre io ridevo divertito dei loro vocalizzi sguaiati. Ad un tratto la cattiva novella: la strada era interrotta, un paese s'era chiuso a tartaruga e non faceva più passare dentro di sé persona alcuna. Un posto di blocco dei vigili indicava una deviazione che avrebbe ritardato l'arrivo a destinazione di circa un'ora. Mio padre si accostò con la macchina ad un vigile
"Mi scusi, ma perché c'è questa deviazione?"
"Eh, è per la festa del paese. Perché non vi fermate? Ci sono giochi a premi, balli e anche attività ricreative per il bambino..."
"No guardi, noi in famiglia non abbiamo tanto la testa per le stronzate"
e la macchina si avviò verso il nulla proposto dalla deviazione ed insieme ad essa anche gli spergiuri di mio padre
"accidenti al genere umano e a chi lo sostiene! ma che cazzo c'avranno da festeggiare in questo mondo di merda? Speriamo piova dio maiale, ma che piova merda!"
risi molto in quell'istante poiché ero molto sensibile alla parola merda ma in realtà l'insegnamento che ne trassi mi risultò ben diverso col trascorrere degli anni
Il mondo festeggia e tu ne trai disagio poiché non ami le feste ne, tanto meno, ami la gente
non ami i luoghi affollati e rumorosi e il tuo evitarlo non viene ricompensato col silenzio e la solitudine
signor no
chi festeggia e s'illude di divertirsi ti fa pagare il tuo astensionismo facendoti subire i suoi usi e costumi
facendoti subire il disagio per la tua mancata partecipazione
l'umanità è, in grande maggioranza, stupida, nutrita ad idiozie, mandata avanti su traiettorie sbagliate
e tu, tu che lo sai, se non percorri lo stesso tragitto devi pagare il pedaggio per le vie alternative
il prezzo è il fastidio e la noia
La macchina si avviò verso la deviazione
dopo pochi kilometri mi voltai e, guardando dal finestrino posteriore, notai un'enorme nube marrone sovrastare il paesino in festa
una strana pioggia incessante si abbatté su di esso
il giorno dopo i giornali non parlavano d'altro "catastrofe nel pistoiese! pioggia di melma ricopre nota località durante i festeggiamenti per il santo patrono" pioggia di melma... dannata censura cattolica!
Gli scienziati si diedero da fare per spiegare l'accaduto ma non giunsero ad alcunché e tutto scivolò nel dimenticatoio
Mio padre è, era, sarà sempre una persona eccelsa
voi, per quanto ne so io del genere umano, meritate solo merda
sempre e solo merda



venerdì 17 agosto 2012

ode al Michelangiolo

Oggi mi è capitato di leggere una poesia di un bacchettone baciapile sul ben noto artista famoso che faceva i dipinti, gli affreschi, le sculture e che ora è morto perché è vissuto tanti (troppi) anni or sono. Tutto molto bello e ben scritto  però mi sembra che in queste belle "odi" vengano sempre omessi dei particolari importanti...

Caro Michelangiolo
tu che riempisti Roma e Firenze
di svariate oggettistiche particolareggiate
che danno un certo tono alle città sopracitate
riempiendole di fama, gloria
e soldi dei turisti
anche se il turismo in itaglia
oggi un po' patisce
ma non per colpa tua
ma perché donasti le tue opere ad un popolo di poveri stronzi
che gabbano il turista
e lo costringono a spendere cifre inumane
per veder ciò che tu donasti (anche tu per soldi, ma per me facevi bene)
Caro Michelangiolo
ora che anche il papa nazista ha riconosciuto il tuo genio
per motivi pubblicitari
mi vien da pensare che forse si scordano
colpevoli nella dimenticanza volontaria
che oltre all'arte dello scolpire e del dipingere
eri anche un grande stimatore di uomini nudi
nel senso che eri frocio
perché nessuno ricorda mai questo?
perché nessuno ricorda
che la cappella sistina è stata addobbata da una di quelle persone
che oggi la chiesa condanna?
ma te non t'incazzi Michelangiolo?
vedere questi che guadagnano sul tuo operato
e non ci pagano nemmeno le tasse?
e poi salgono su un terrazzo e si mettono a dire che quelli come te son contronatura
mah
fossi in te tornerei sotto forma di zombie o di fantasma
e li tormenterei nel sonno
dicendogli che ti riprendi tutto indietro
'sti stronzi
Anche se la tua rivincita te la sei un po' presa
il giudizio universale in certi punti
sembra un porno gay
e quindi
come direbbero i giovani
epic win!

giovedì 16 agosto 2012

maledetta sia la crisi

Uno dice "no, ora sono in ferie, finalmente mi rilasso e mi faccio gli affari miei. Vado in giro, mi prendo il mio tempo senza orari e rompimenti di coglioni"
e invece no
Un tempo ad Agosto le strade, i bar, i negozi si svuotavano e tu eri libero di portarti per le strade ed apprezzare, in quell'unica e fantastica frazione d'anno, la tua meritata e tanto sudata solitudine, le tue meritate ferie, oltre che dal lavoro, anche dal genere umano che, inconsapevole, si riversava sulle autostrade in cerca di un relax che non avrebbe mai avuto tra file, bagni sovrappopolati e rotture di cazzo relative alle villeggiature. Oggi no. Oggi non funziona più così...
La crisi ha costretto i maiali a restarsene a casa, costringendoli a fare un continuo andirivieni verso il mare solo il fine settimana perché tanto, in fondo, esistono sempre le spiagge libere. Ma io dico, signor Monti, vuol riparare alla crisi?, allora non lasci più un centimetro di spiaggia libera, privatizzi tutto o metta tutto a pagamento; ad un itagliano potete togliere tutto, ma non vi sognate mai di togliergli 'o sole e 'o mare. Ecco che, nella sua profonda attitudine da pecora, storcerà un po' il naso di fronte all'ennesima tassa ma alla fine chinerà il pago e per non negarsi la sua linfa vitale ('o sole e 'o mare) comincerà ad entrare nelle rinate spiagge statali a pagamento coi soldi in bocca e la voglia di parlare male del governo coi vicini d'ombrellone nel cuore, tanto un italiano quando ha dimostrato ai suoi compatrioti di essere uno informato dei fatti, che non si lascia incantare dai giornalisti, che non crede più a nessuno, sia esso di sinistra o di destra,  e che la prossima volta alle urne non ce lo vedono più, si può star tranquilli che non farà assolutamente nulla per nuocere alle autorità e riandrà a votare per il solito stronzo, as usual, continuerà a guardare striscia la notizia e a non capire un cazzo come al solito.
Intanto però questa valanga di stronzaggine continua a rimanere a casa e quindi, appena esco dal mio loculo, mi ci devo ancora confrontare con essa, come per gli altri 11 mesi dell'anno mi è toccato fare:
Litigi per un posto macchina
lamentele in fila in banca
lamentele in fila alle poste
gente che ti suona mentre guidi perché vai troppo lento per i loro suv (ma chi ha il suv non ha soldi? Ma allora è proprio vero che chi ha quei troiai a quattro ruote va avanti a mozzarelle per poterseli permettere..)
Svegliarsi la mattina perché c'hai gente sul pianerottolo che deve per forza urlare per lamentarsi dell'aumento delle melanzane al mercato...
Grazie economia mondiale per avermi regalato quest'abominio, quest'ulteriore offesa al mio senso di tolleranza che ogni anno diventa sempre più basso
Addio giri in bicicletta solitari per la città alle 5 di pomeriggio
Addio silenzio della notte
Addio giorni spensierati in cui potevi metterti a pisciare su una parete in pieno centro senza che nessuno ti vedesse
Addio scenari post atomici con paesaggi desolati e deserti
Addio
ADDIO

domenica 12 agosto 2012

Lettera aperta ad Alex Schwazer (un drogato)

Caro amico drogato,
inutile è il comunicarti che dei tuoi piagnistei, delle tue scuse e delle tue giustificazioni da bimbo delle elementari me ne fo beffa e ti derido insieme all'enorme manica di stronzi che come te assunsero droghe energetiche per migliorare le proprie prestazioni atletiche pensando anche di eludere i rigidi controlli anti-doping. Sei proprio un fesso amico mio ed il fatto che tu sia carabiniere non macchia il nome della fedelissima, in quanto sei un drogato di bassa lega, ma serve solo ad accrescere la già ben nutrita bibliografia di barzellette e battute sui tuoi colleghi che poi, a pensarci, sono le uniche cose in cui si dimostrano utili: stimolar risate e derisione.
Ma è proprio sul fatto che pratichi (????) il mestiere più ridicolo del mondo dove voglio far perno in questa mia a te rivolta ed indirizzata. Signor no, non starò a perdere tempo sul fatto che del carabiniere tu mostri solo l'effigie e che, in verità, tu utilizzi questo mestiere semplicemente come copertura al fine di assicurarti un salario da statale, mentre, anziché stare in ufficio e far pattuglia, passi il tempo a fare le corsette, le flessioncine e a limonare con la ragazzina, sempre e comunque coi soldi dei contribuenti itagliani: parlare di soldi, anche se statali, è pratica plebea e neanche un plebeo, a questo giro, si abbasserebbe al tuo livello, ricordandoti dei soldi che gli fai perdere ogni anno mentre ti alleni e non produci ordine né sicurezza (bensì ti alleni per lungo tempo e poi per vincere fai uso di droga, ma sei rincoglionito?). Anche un plebeo, però, sa che sei un carabiniere e, in quanto tale, non si sente molto rinfrancato quando viene a scoprire che ti droghi come un maiale: ho molti amici che, grazie ai tuoi colleghi, hanno perso la patente pur essendo in grado di guidare ma risultando con un tasso alcolemico superiore a quello previsto dal codice della strada (che, si presume, si basi su degli studi fatti su delle ragazzine di terza media alla prima gita in montagna con la scuola). Quanta irreprensibilità da parte dei tuoi colleghi, quanto voglia di far rispettare le regole anche quando una persona, perfettamente deambulante, esponeva loro il problema che la perdita della patente sarebbe corrisposta alla perdita del lavoro. Quanta simpatia nel dire "Mi spiace ma le regole son regole, non posso farci niente"... ed adesso , quindi, dimmi cosa dovrebbero dire queste persone la prossima volta che verranno fermati da una pattuglia di stronzi come te? Incazzarsi come delle iene? Prendere a schiaffi l'appuntato appena tira fuori la macchinetta per il controllo dell'alcol? sarebbe bello se ora ogni persona che viene fermata rispondesse "ma fattelo tu il test drogato di merda, anziché star qua a rompere i coglioni che domattina devo andare a lavorare!!!!" e poi portiere di macchine che sbattono e giù schiaffi agli sbirri perché quando è troppo è troppo. Quante volte si sente dire che il tal carabiniere spacciava, il brigadiere ricattava le prostitute e il maresciallo leccava il culo alla malavita? E' ora di dire basta a te e ai tuoi colleghi che, tramite l'utilizzo della legge, ne approfittano, da bravi itagliani, per fare gli spacconi e arrotondare abbondantemente lo stipendio sempre e comunque ai danni dell'intera nazione. E' naturale che tu sia un drogato di merda, caro il mio fattone, poiché vieni da una sorta di sodoma e gomorra dove chi ha una divisa può tutto e chi non ce l'ha può solo subire la spavalderia delle merde come te.
Ora cercati un lavoro vero, testa di cazzo, anche se agli ex drogati (ammesso che tu adesso smetta di farti come un cane randagio) nessuno fornisce un lavoro tanto volentieri.    
Nell'immagine: un tossicodipendente visibilmente a rota chiede gli spiccioli durante un servizio-verità del tg1

mercoledì 8 agosto 2012

Storie di vita vissuta: il muro

Anni or sono
tra questo muro e la società civile c'era una strada sterrata che in pochi attraversano e solo in casi di stretta necessità. Poi c'era un posto di blocco, non potevi rientrare passata una certa ora, non potevi circolare passata una certa ora, passata una certa ora non potevi, non potevi e basta. Qua era tutto regolamentato dalla fabbrica che aveva speso per tirar su il muro per farci abitare i suoi operai: le case, i palazzi, il salumiere, il tabaccaio, la mesticheria, i rapporti interpersonali, il valore di ogni singolo individuo in base al ruolo che aveva in fabbrica... Che ragioni avevi di lasciare questo luogo se non per andare a lavorare? Era un carcere anche se il suo nome era villaggio. Basta cambiare un nome per dare all'insieme una parvenza di democrazia.
Poi la fabbrica ha venduto tutto, le case, l'asilo, i garage, i fondi per i negozi ed il comune ha comprato
ed ha tenuto il muro
il muro è basso
ma c'è
e per quanto non sia come quello di Berlino
il suo valore simbolico, oggi, è più forte
in una società libera nessuno tiene particolarmente a far rimanere i muri in piedi
non fosse altro che per un fatto simbolico
ma, per una questione simbolica, il muro è sempre qui
e per quanto oggi ci sia l'asfalto ad unire questo villaggio alla società civile
non ci sia più il posto di blocco
gli operai siano morti
o andati via
o rimasti a far finta di godersi la pensione ed aspettare di morire
la sensazione è sempre quella di esser tagliati fuori
Dalla finestra ogni tanto guardo le case che stanno al di fuori del muro
coi loro giardini, i loro gazebo, i loro bar da aperitivi, i loro suv, la gente che sorride
se giro per le vie del villaggio non vedo bar da aperitivi, non vedo gazebo, non vedo giardini, non vedo suv, non vedo gente che sorride
Il muro c'è sempre e, per quanto simbolico, fa male. Fa male all'autostima, fa male alle proprie aspirazioni.
Il comune comprò molti appartamenti e per far fronte all'alta percentuale di senegalesi immigrati decise di ubicarli tutti dentro questi loculi. Vivono in 15 in 60 metri quadri ma per loro questa è già una conquista poiché, di norma, dovrebbero crepare sotto ai ponti o marcire in galera. Stanno tutti qua i senegalesi e, stando tra di loro,
non si integrano
non trovano lavoro
si sentono come esiliati (ma và!)
Qua c'è un muro
dentro di esso
pensionati che aspettano di morire
e immigrati che aspettano di essere rimandati a casa a calci nel culo
Lo chiamano villaggio e un tempo sembrava una galera
oggi sembra un ghetto
ma lo continuano a chiamare villaggio
basta cambiare un nome per dare all'insieme una parvenza di democrazia
con le sue case tutte uguali
la sua atmosfera desolata
e il suo muro
a sancire la diversità di chi ci abita
da chi è una persona normale


sabato 4 agosto 2012

L'indie rock itagliano mi appare come una cazzata

Itaglia,
paese di fanfaroni e ciarlatani
di cozze rivestite e di puttani
paese di persone che aspirano ad alta vette e, per raggiungerle, espongono solo il peggio di sé e, essendo questo loculo basato su valori insopportabili e credi fallaci, infine riescono anche a sedersi sul trono più alto, quello degli smargiassi e degli arroganti. Non esiste talento tra le menti che affollano questo paese e, quando c'è, i pochi beneficiari vengono messi in disparte mentre la gente continua ad ignorarli, più per partito preso che per reale valutazione... meglio leccare i culi giusti o sentirsi giustificati nella propria mediocrità che sturarsi gli orecchi e stroppicciarsi gli occhi dalla merda accumulata negli anni.
Questo discorso può essere applicato in qualsiasi situazione ci si trovi ad agire in questo anfratto di stronzaggine acuta. Ma oggi vogliamo applicarlo solo ed esclusivamente all'ambito musicale. Avrete sicuramente sentito parlare di un virus nocivo e letale denominato "indie rock italiano", ennesima reincarnazione di quel "nuovo rock italiano" che dagli anni '80 gli esperti (?????) del settore cercano di lanciare senza ottenere alcunché a parte qualche disco in classifica per un paio di settimane. Ebbene, stavolta, semplicemente cambiandogli il nome, sembra proprio che siano riusciti a creargli un certo seguito e a creare una sorta di giro, tra fans, credibilità artistica e discorsi a culo, intorno ad esso riuscendo solo ad ottenere l'ennesima prova di quanto l'Italia sia un paese retrogrado ed imbarazzante: plagi totali dal cantautorato italiano anni '70, pacchianate elettroniche anni '80 alla Camerini, vecchi saltimbanchi che provano ad essere uguali ai Pixies da vent'anni, un calderone di personaggi già visti e già subiti che con l'utilizzo del citazionismo bieco e fanfarone si autogiustificano per la loro stronzaggine e per la loro totale mancanza di credibilità artistica. Ecco a voi i motivi, ecco a voi i filoni, ecco a voi i nomi:
GLI EREDI DI VASCO ROSSI
Anche se gli appartenenti a questo filone odiano Vasco Rossi non si può certo non notare una certa somiglianza col cantautore di Zocca  nel modus operandi: un passato da bricconi per un presente da maitre-a-penser. Difatti costoro vantano tutti un passato da disgraziati-drogati-scavezzacollo ma che oggi sembrano, in virtù di ciò, esser diventati dei punti di riferimento culturale per le giovani generazioni. Ottengono questo risultato presentandosi sul palco ubriachi, dimostrazione di come, in itaglia,quando una vecchia spugna tracotante si presenta con una chitarra sparando cazzate attraverso un microfono venga subito elogiato del titolo di poeta maudit , puntando su musichine squallide, scopiazzate in qua e là da gruppi e cantautori che al di fuori del Brennero son passati di moda circa 20 anni fa, e saccheggiando a piene mani, nei testi, dall'opera di pensatori ed artisti a loro precedenti cercando di donare ai loro pezzi o alla loro semplice esistenza un'autorevolezza che non meritano. Si cita Carmelo Bene, ci si affianca al pensiero di Pasolini, ci si atteggia da essere umano provato alla Ungaretti per evitare di essere riconosciuti per quello che si è e cioè delle persone con appena la terza media, con 10 libri letti in vent'anni (di cui otto di aforismi) e che non riescono, com'è ovvio, a dare credibilità al suo pensiero se non  usando o, peggio ancora, mal interpretando quello degli altri. La citazione, in questo nuovo secolo, rappresenta solo la mancanza d'idee e bisogna proprio essere dei bimbi per lasciarsi affascinare da certi fantocci. Rappresentano la categoria: il teatro degli orrori, zen circus, after hours...
I GIOVANI CHE PRATICANO I RITI GIOVANI MA CHE CI TENGONO A FARTI SAPERE CHE SON MOLTO SCETTICI RIGUARDO AI RITI GIOVANI
Son persone normali, ragazzi come tutti, solo che, da quando hanno capito che chi suona chiava di brutto (anche questa è una visione molto retrograda e quindi italiota) hanno deciso di prendere gli strumenti in mano. Il problema, una volta presi gli strumenti in mano, è capire di cosa parlare poiché fare musica strumentale può risultare troppo impegnativo sia per che suona che per chi ascolta. Ecco allora che si ritrovano di fronte all'ardua scelta di parlare di sé per risultare più credibili; ma come poterlo essere quando si è trascorso una vita tra aperitivi, feste squallide con dj che metton su cd del cazzo e  storie d'amore che sembrano ispirate più a "io e te tre metri sopra al cielo" piuttosto che a "i dolori del giovane Werther"? La soluzione è giudicare in modo critico l'ambiente ove si vive e quindi, inavvertitamente, anche di sé stessi in modo da elevarsi dalle masse e passarci anche da acuti picconatori dell'esistente: l'itaglia è un paese di doppia moralità ove la gente, da un lato, si compiace di quello che fa ma, dall'altro, ama sentirsi presa per il culo per questo. Con sguardo, fintamente disincantato, si possono scorgere questi cialtroni affermare in continuazione che si sono rotti il cazzo di questo e di quest'altro o che le velleità da finto artista ti aiutano a scopare, con sotto una base tastierosa e vagamente wave di stampo anni '80 (frutto di anni trascorsi ai festini universitari ove il trash revival anni '80 la faceva da padrone) . Il risultato finale è comunque ritrovarsi di fronte a dei ventenni che parlano e si esprimono come se ne avessero quindici. Complimenti. Rappresentano la categoria: i cani, lo stato sociale...
QUELLI CHE NON PARLANO E NON SUONANO NIENTE MA, MENTRE LO FANNO, SON TALMENTE SERI CHE VIENE QUASI VOGLIA DI PRENDERLI SUL SERIO
I migliori di sempre in assoluto. Cantautori tormentati da non si sa cosa, sempre e comunque tristi e afflitti dal mal di esistere. Non si ubriacano come gli eredi di Vasco e non sono mega giovani  come i giovani che praticano i riti giovani, si vestono alla moda ma con la disinvoltura di un sessantenne e producono in genere musica acustica rompicoglioni e lagnosissima. Son persone che hanno trascorso le loro esistenze a farsi le seghe sulla compagna di classe strafiga mentre sostenevano di voler esser rispettati nel loro non saper abbinare la t-shirt al pantalone, del loro non volersi fare almeno una doccia alla settimana e  nella loro passione per D&D (ah anni '90, che ricordo orrendo che siete...). Avendo vissuto vite da fresconi e avendo ascoltato solo una manciata di dischi (in genere Nirvana, CSI, più qualche cantautore italiano anni '70) e, in più, avendo letto solo le missioni dei giochi di ruolo, non hanno molto da comunicare, ecco quindi che, per cantare il loro disagio, si affidano a due metodi ben distinti
1) Citazionismo da baci perugina
2) Uso improprio ed aggravato delle figure retoriche, mettendo insieme parole a caso, rappresentando il nulla più assoluto e disegnando paesaggi ove le farmacie sono compiacenti, ci si sposa coi cerotti usati, le piazze son mute per combattere l'acne e ci si ritrova ad invidiare le ciminiere perché hanno sempre da fumare (oddio, ma per davvero?). Avete capito qualcosa? io nemmeno, magari i nostri poeti ermetici nonché del cazzo potrebbero aiutarci in tale ricerca ma son convinto che a voi, come a me, frega meno che un cazzo d'interpretare tali boiate. Rappresentano la categoria: le luci della centrale elettrica, dente, colapesce
Nella foto: una che fa finta di essere estroso ed artistico semplicemente esponendo una capigliatura del cazzo



domenica 29 luglio 2012

Voi, tipo, bisognerebbe che v'ammazzaste

In questo Luglio dalle temperature insopportabili, in questa stagione che si contraddistingue per le ascelle importanti, i piedi aromatizzati e le fiatelle scortesi, molti di voi, non avendo un cazzo da fare, preferiscono andare nei luoghi volgari tipo il mare a sciacquarvi le palle e la patatine e a scavare fossette nella sabbia al fine di nascondere erezioni vistose. La gente come me che, imperterrita ma al contempo sconfitta, continua ad andare a lavorare, aggiungendo nuovo odio a quello ormai accumulato negli anni, e a prodursi in post su disagio a vita atti a far incazzare le persone del cazzo tipo voi che mi date del pessimista, del rancoroso e dell'invidioso. Quello  che non riuscite a capire è che Disagio a Vita è una prova d'amore nei vostri confronti, un attestato di stima, una preghiera continua di ringraziamento nei confronti di chi, come voi, continua ad inquinare questo globo con la sua sola presenza per poi venirti a dire che bisogna essere socievoli e sorridere agli eventi dell'esistere, siano essi positivi o negativi. Se non fosse per voi disagio a vita non potrebbe esistere e, ogni giorno, non timbrerebbe il cartellino dell'odio e dell'accidia!
Disagio a vita vi ama quindi e voi potreste ricambiarlo con un piccolo favore, un favore che, in questi tempi di crisi ed incertezza economica, non è che un semplice ed impercettibile sforzo rispetto a quelli richiesti dal governo, dalla comunità europea e dai capoccia dell'economia internazionale: suicidatevi! In fondo, parliamoci chiaro, a che serve insistere col vivere? Non andrete mai in pensione, comunque sia non avrete mai più la possibilità di trovarvi un lavoro decente, anche gettarvi in lavori di natura artistica non vi servirà ad alcunché poiché l'arte ormai, in qualsiasi sua forma, è inflazionata e sovrappopolata da proposte di ogni tipo che non fanno altro che depistare e distrarre l'utente medio lasciandolo nel ruolo di contemplatore e mai in quello di compratore, l'amore, nella sua vecchia concezione tradizionalista, è destinato a sparire in via definitiva per essere rimpiazzato in tutto e per tutto da quello a pagamento, più economico e meno impegnativo, l'annoiarsi sta diventando il nuovo divertirsi (più ci si annoia in una situazione più si è considerati di un certo spessore), le religioni non possono più colmare il vostro vuoto ideologico e spirituale, ogni cosa è stata già vista, ogni suono è stato ascoltato, ogni dio è stato pregato, ogni lavoro è stato umiliato, ogni forma di governo è stata provata ed è fallita, tutto è fallito... Ecco allora che potreste unire l'utile al dilettevole e cioè suicidarvi e, al contempo, fare pubblicità a Disagio a vita! La cosa la vedrei bene così: suicidatevi in un modo che non sia lesivo dell'ambiente che vi circonda (niente gas, niente affogarsi nella vasca...), per esempio tagliatevi le vene, buttatevi giù dal palazzo, impiccatevi e, prima che tutto ciò avvenga, prendetevi cura di lasciare il computer accesso e di lasciarlo collegato ad internet, lasciate in bella vista la pagina (in particolar modo questo post) di disagio a vita di modo che il primo che cercherà, in vano, di salvarvi noti che l'ultima cosa che potreste aver fatto è visitare questo blog e aver letto queste mie parole. Il giorno dopo le testate locali potrebbero titolare: "Legge un blog del cazzo e s'ammazza" "Blog scriteriato invita i suoi lettori al suicidio e ci riesce. Tragedia in una famiglia del ravennate" "Disagio a vita contiene messaggi subliminali atti a deteriorare il cervello? La parola al vescovo!" Magari verrebbe fuori anche un qualche stronzo che, dopo aver studiato attentamente la lettera aperta a Withney Houston, se ne uscirebbe con una minchiata del tipo che, se letto al contrario, Disagio a Vita contiene messaggi subliminali, magari qualcun altro direbbe che il nome "Herr Von Disgrazia" altro non è se non una furba e maccheronica traduzione de "Il signore della disgrazia" e cioè Lucifero!!!! Verrei invitato da barbaro d'urso e finalmente potrei fare una mega limonata con lei e la santanché dietro le quinte di domenica cinque... già mi ci vedo, seduto in quel salotto domenicale a fare il gagarone, a lamentarmi della mancanza di libertà d'espressione in questo paese, con sgarbi che impreca, la mussolini che mi accusa di essere comunista e la santanchè che mi accusa di essere un islamico. Mi farei tatuare sul petto una scritta tipo "disagio a vita's", memore di quella di fabrizio corona "corona's" e finalmente farei il bell'uomo per il paese, mi metterei con una velina e mi chiamerebbero a fare l'opinionista stravagante e iper polemico nelle trasmissioni di sinistra su la7...
Sarebbe fantastico...

lunedì 23 luglio 2012

Lettera aperta a coloro i quali, ogni mattina, a bordo della loro macchina, vedendomi sulle strisce, accelerano

Dal lunedì al venerdì, come mio solito, mi alzo, faccio colazione e poi mi avvio al lavoro. A piedi. Poi, per mia grande sfortuna, quasi sempre, t'incontro
grandissimo stronzo!
Attraverso le strisce ed arrivi tu, maschio o femmina che tu sia, e con quella tua faccia da idiota isterico
acceleri per convincermi a fare al più presto ad attraversare quelle cazzo di strisce oppure a desistere totalmente dal farlo. Vinci sempre tu, in un senso o in un altro, e questa cosa, so per certo, ti dona un certo godimento, un certo senso di potere; m'immagino la tua faccia cambiare espressione, da nevrotico folle  ad un sorrisino compiaciuto da imbecille. Quante volte ti ho maledetto, cane infigardo e privo di senno, quante volte ho maledetto te, la tua famiglia, la tua compagnia assicurativa, chi ti forniva lavoro, che ti aveva mandato a scuola, chi ti aveva nutrito ed accudito fino al giorno della tua tanto agognata indipendenza economica, le donne/gli uomini che ti hanno amato, le persone che ti son state vicino negli attimi di sconforto e di dolore, la tua prole, i tuoi avi e soprattutto quella merda di scuola guida che ti ha fornito la patente. Se ogni volta che vado a lavoro portassi un kalshnikov molto probabilmente arriverei al lavoro con un sorriso soddisfatto e compiaciuto e la mia giornata inizierebbe in un modo più effervescente e sbarazzino. E invece no, da giovane commisi il grave errore di fare l'obiettore di coscienza e ciò mi ha interdetto l'utilizzo d'armi da fuoco contro gli stronzi che incontro per la via. Se solo fossi stato un po' più furbo, da diciottenne avrei intrapreso la carriera militare ed oggi potrei sparare agli stronzi come te senza tatto né ritegno e, per scagionarmi dall'accusa d'omicidio, farei passare il delitto come un'operazione di peace-keeping in una guerra combattuta tra chi va a lavorare a piedi e gli stronzi come te, che magari stanno a due kilometri dal posto di lavoro ma che hanno talmente tanta fretta di andarselo a far appiccicare al culo che son disposti a rischiare d'investire una persona sulle strisce pedonali. E' proprio la tua fretta che non capisco ed ergo m'incazzo, ma come si fa ad avere tutta questa impazienza di arrivare in un posto dove, alla fine della fiera, finirà solo per farti sentire sempre meno gratificato e sempre meno degno di quella parola insignificante denominata libero arbitrio? Coi tempi che corrono avrai tutto il tempo per arrivare a lavoro e avrai ancora più tempo per recuperare eventuali ritardi poiché a lavorare ci andrai tutta la vita, lurido ed insignificante barile di merda.
Per quel che mi riguarda, sacrificherò i miei risparmi, rinuncerò ai vizi e ai sollazzi, condurrò una vita da eremita, al fine di mettere su un bel gruzzolo e comperarmi un Maus tedesco della seconda guerra mondiale, spacciando questo mio acquisto come mero collezionismo. Farò impiantare un sistema d'alimentazione all'uranio impoverito e la mattina, a bordo di questa macchina di morte, mi recherò al lavoro: la mole e le dimensione del mio mezzo schiacceranno le macchine in fila e con il cannone riuscirò a colpire gli stronzi che vanno troppo veloce per essere annientati, l'uranio impoverito, poi, servirà per avvelenare l'aria e quindi sterminare anche coloro i quali, ai bordi della strada, hanno già parcheggiato e pensano di averla fatta franca...
Vediamo chi vince al gioco di chi è più stronzo...

sabato 21 luglio 2012

Parlare di merda forma il carattere

Io v'invidio,
ottimisti a tutti i costi,
felici usufruitori di una vita che per voi pare una scienza finita
dove tutti i calcoli tornano
e se succede un evento "x" deve per forza portare ad una conseguenza "y"
voi che vivete giorni splendidi anche se splendidi non sono
voi che trovate sempre il lato positivo in ogni cosa
 voi che ogni volta che udite la parola morte vi si raggela il sorriso
e disprezzate coloro i quali
vivono sapendo di essere già morti
e muoiono sapendo di non aver mai vissuto
perché, al vostro contrario, non riescono a trovare quel certo lato positivo in ogni cosa
voi del "fattela prender bene"
voi che le corsie d'oncologia e psichiatria vi mettono tanta tristezza
per poi correre ad iscrivervi in palestra
voi che nell'amore trovate l'affermazione di voi stessi
ed in esso vi sentite completi
ed in base ad esso impostate una vita
la vostra vita
voi che "tutto è stato è scritto"
voi del "basta accontentarsi"
voi del "non pensarci"
voi che odiate l'odore di piscio nei vicoli
di merda nei bagni pubblici
la vista di chi vomita
l'odore di sudore addosso a chi lavora
voi che amate andare ogni tanto fuori di testa
ma senza esagerare
perché tenere le briglie di voi stessi vi da come un senso di potere
di cui, a conti fatti, in realtà non disponete
voi dello "speriamo in bene"
poiché nella speranza, e non nella strage, trovate ancora conforto
chiudete gli occhi ed immaginate campi fioriti
voi che adorate fare le gite nella natura
ed ignorate le zone industriali
pensando che in esse non vi sia poesia né grazia né amore
voi che non capite che il vostro viver bene costa
e costa parecchio
a persone che neanche vedete
se non in televisione
e quando li vedete vi si stringe il cuore
e pensate di donar loro conforto con la vostra compassione e solidarietà
(le brioche di maria antonietta per il popolo che vuole il pane)
Voi che adorate divertirvi ed amare il bello
sempre e comunque a scapito degli altri
Io v'invidio
e v'invidio davvero
poiché vivete una vita a metà
escludete il male per drogarvi di bene
un bene che qualcun altro aveva già stabilito per voi
per voi incoscienti
per voi cani da slitta
voi che accettate il compromesso di un occhio aperto e l'altro chiuso
per non capire e accontentarvi
Io v'invidio
poiché vi siete convinti di avere l'animo in pace
e vi giuro che v'invidio
ma, per favore,
non ci date più lezioni
non veniteci ad insegnare cos'è la vita
a darci lezioni sul saper stare al mondo
poiché nel mondo voi non abitate
ma veleggiate su un vascello di sottile e fragile diamante
che veleggia fiero
su un mare di merda
la vostra
quella in cui noi
quotidianamente
affoghiamo
                                                            Pontedera
                                                            Sabato 21 luglio
                                                            ore 3:44
                                                            da ubriaco







venerdì 20 luglio 2012

Io, tipo, bisognerebbe che m'ammazzassi

C'era sempre questa immagine sul lato destro della home page della Apple che mi mandava in confusione. C'era questa persona coi capelli rasati che, ad un primo colpo d'occhio, mi sembrava sempre il cantante dei linkin' park e poi, quando ci cliccavo sopra incuriosito, partiva un filmato con un tipo vecchio e decadente che salmodiava sui meriti del nuovo mac book pro, un tipo vecchio e decadente che mi somigliava davvero troppo. Ciò mi generava grossa delusione ed indescrivibile disagio poiché i fatti erano che
1) Ad un primo colpo d'occhio molta gente potrebbe scambiare anche a me per il cantante dei linkin' park (e ciò è molto doloroso)
2) Ad un secondo colpo d'occhio molta gente potrebbe additarmi come vecchio e decadente (come a questo punto pare giusto convenire che io sia)
3) Per quale cazzo di motivo, ogni volta, continuavo a cliccare su quella cazzo di foto che, ad un primo colpo d'occhio, sembrava raffigurare il cantante dei linkin' park ma che poi, una volta selezionata l'immagine col mouse, si rivelava essere un tipo vecchio e decadente che in verità mi somigliava molto? Perché me ne dimenticavo e continuavo a fare sempre lo stesso percorso anziché digitare sul motore di ricerca i siti porno?
Stavo invecchiando  e la vita mi stava dando contro. In quei giorni mi capitò anche un incidente diplomatico non poco sgradevole: Avevo parcheggiato la macchina sotto casa della mia fidanzatina e, dopo averle fatto uno squillino con il mobile, rimasi seduto dentro all'abitacolo in attesa del suo arrivo. Come si sa da secoli, le donne impiegano molte ore prima di poter imboccare il portone che le separa dal resto del mondo, ed infatti, in quell'occasione come in tante altre, attesi svariate ore prima che essa potesse palesarsi innanzi ai miei occhi vestita e truccata come una battona... Sconfitto dalla noia perpetua trasmessa dalle varie stazioni radiofoniche (che stavano tutte passando l'ultimo dei linkin' park!!!!), iniziai ad avvertire inconsapevolmente una certa insofferenza verso la situazione ove mi trovavo, verso la persona che stavo attendendo e verso i comportamenti sociali che distinguono l'uomo dalla bestia. Iniziai così a piantarmi le dita nel naso e ad osservare ciò che ne estraevo con grosso interesse. Certo, non era una pratica molto educata ma sicuramente avrebbe riempito il tempo; mi gettai così nella riesumazione di sostanze tossiche che il mio respirare aveva intrappolato tra i peli del mio naso, ma proprio quando il flusso d'aria pareva esser tornato completamente libero di scorrere mi accorsi di una presenza al finestrino. Mi girai di scatto e vidi lei, la mia fidanzatina: stava lì, immobile e con lo sguardo inorridito, mi fissava con gli occhi quasi in lacrime. Ormai, di fronte all'evidenza, si poteva fare ben poco: il suo principe azzurro altro non era che un archeologo di caccole disperse nel suo naso (non è bel modo per iniziare la serata credo...). Venni invaso da un senso di vergogna ed imbarazzo ma, se c'era bisogno di una risposta ferma e decisa, adesso era proprio quel momento. Non potevo lasciare che la mia fidanzatina credesse che io fossi un uomo che non sapeva assumersi le proprie responsabiltà... Scesi di macchina con fare virile e cercai di avvicinarmi a lei, che nel mentre, tra le lacrime, ripeteva: "Non toccarmi! Non toccarmi! Sei un mostro!!!". Dall'autoradio usciva forte e chiaro l'inno dei linkin park "What i've done", io mi avvicinavo a lei ma quando mi accorsi che per per ogni passo che avrei fatto in avanti le sarebbe arretrata della stessa porzione di suolo decisi di arrestarmi.
Così fece anche a lei mentre continuava a guardarmi inorridita. La guardai anch'io, dritta negli occhi, svelando lo sguardo di chi non sarebbe mai sceso a compromessi con il proprio senso di vergogna e, senza pensarci su un attimo, le mostrai una caccola ancora distesa sul mio indice destro, dicendole:
"Ne vuoi un po'? Guarda che è buona..."
Lei scappò via, gridando "Mostro! Mostro!Mostro!"
alla radio stavano dando "in the end" dei linkin' park
Mentre rimontavo in macchina pensai a due cose:
1) Che decidere di affidare alle stazioni radio la cura della colonna sonora della tua vita è una cazzata enorme (per questo quelli che, quando gli chiedi cosa ascoltano, ti rispondono con un "mah, ascolto la radio" andrebbero ammazzati tutti)
2)Che sarei morto molto male e molto solo

Quindi è un po' vero, sono una persona vecchia e decadente
vecchia per l'età e decadente per i costumi
e non mi servirà a nulla continuare ad andare sulla home page della Apple e cercare risposte sulle foto che, ad un primo colpo d'occhio, sembrano raffigurare il cantante dei linkin park, ma che, ad un secondo e più accurato colpo d'occhio, si rivelano essere quelle di un tipo vecchio e decadente, un tipo vecchio e decadente come me. L'unica soluzione che mi rimaneva era fondare la cover band ufficiale dei linkin'park (anche se conoscevo solo i singoloni che, oltretutto, mi facevano anche parecchio schifo) e riscoprire i miei costumi giovani ed improbabili, in una seconda e spiacevole primavera
ove ci si fuma le canne e ci si veste drammaticamente male per reagire alle angherie del sistema porco bastardo, ove si litiga coi genitori quando si fa tardi la sera, ove ci si innamora a caso di tipe a caso e ove crearsi una vita diversa da quelli che ti hanno preceduto sembra veramente troppo facile.
Ma riavvolgere il nastro non serve a niente
e non è mai vero che prima si stava meglio di adesso
siamo sempre stati male
ed il male è proporzionale agli anni che hai
ed è troppo la fatica che si fa per non riconoscere a sé stessi il proprio fallimento
tanto vale restare così
col proprio carico di sconfitte e di rimpianti
e, la prossima volta, ricordarsi di andare sui siti porno anziché sulla home page della Apple
ah no?



martedì 17 luglio 2012

Una sera al cinematografo: Cabin Fever, 2002

Un gruppetto di stolidi adolescenti americani, appena terminata la high school, decidono di partire per un fine settimana in uno di quei posti del cazzo al sud degli stati uniti, posti dove la gente va sempre in giro con il fucile e dove il Q.I. . non arriva mai a 80. Una volta arrivati, il più scemo di loro, volendo rimanere in linea con lo spirito del luogo che lo ospita, si mette a sparare a casaccio nel bosco e, come esaltante risultato, riesce a ferire solo un barbone dalla pelle putrefatta. L'idiota si caga nelle brache e fa ritorno a casa e, essendo uno stolido ciacciabeone, non ne fa parola con gli altri. Nottetempo il barbone va in cerca d'aiuto presso la casina di legno, sperduta ovviamente in mezzo al bosco, ove la stolta combriccola trova rifugio e, in tutta risposta, gli adolescenti lo cacciano a calci nel culo ma il barbone, essendo egli cosciente della sua condizione di uomo con la pelle putrefatta, vomita addosso ad una delle fanciulle un buon ettolitro di sangue; al che i giovincelli decidono di dar fuoco allo scioperato figlio di troia che, correndo, finisce in un lago e, ivi, muore. Passata la paura e contenti per il loro primo omicidio di gruppo, gli adolescenti vanno a dormire. La mattina dopo, la ragazza si sveglia e, come il povero barbone perdigiorno zecca, inizia a vomitare sangue ed a decomporsi come una carogna. I suoi amici, che sono dei giovani ciucciapalle sostenitori di quel coccolaebrei di Obama, decidono democraticamente e, perché no?, simpaticamente di metterla in quarantena all'interno di una stalla. Gli altri stronzi decidono di partire per recuperare il cadavere del barbone e lo ritrovano a galleggiare lungo il torrente; comprendono allora che il barbone era infetto da un'oscena malattia, che la loro amica ne è a sua volta infetta e che chi beve l'acqua ce l'ha ad altezza coccige. Senza sapere bene cosa fare, i giovani iniziano ad impazzire e, uno dopo l'altro, vengono sterminati da un cane folle, in primis, e dalla popolazione autoctona, in secundis, (con, ovviamente, tutto il benestare delle forze dell'ordine.
Eli Roth (questo nome mi puzza, non è che siamo di fronte ad un altro figlio di giuda?), cane maledetto e frustrato, dichiara di essersi ispirato, per girare questa pellicola, ai suoi film horror preferiti "la casa", "Non aprite quella porta" e "L'ultima casa a sinistra" ma in realtà, furbescamente, si scorda di citare il vero e proprio film da cui "cabin fever" è totalmente e malamente copiato e cioè "la fattoria maledetta"(the curse in inglese) del 1987 ove anche lì ci si trovava in uno di quei posti del cazzo a sud degli USA e dove la malattia (deformante e spappolante per chi la contraeva) veniva trasmessa attraverso l'acqua. Ma se già la "fattoria maledetta" poteva essere già considerato un film di merda, cosa potremmo dire di questa sua sbiadita, triste e tutt'altro che emozionante fotocopia? Cabin Fever è un film presuntuoso e privo di costrutto, girato presumibilmente nell'arco di un giorno (o almeno così riteniamo sia meglio che il regista dia ad intendere) senza il minimo rispetto per chi, in seguito, lo sarebbe andato a vedere nei cinema, spendendo dei soldi che avrebbe potuto devolvere più giustamente ad al qaeda che per lo meno è meno ipocrita nel proposito di danneggiare o terminare le vite altrui. Non c'è suspence in questo film di merda né tanto meno orrore; l'unico orrore che si può scorgere è quello dipinto sui volti di quei poveri stronzi che hanno il coraggio di affrontare la sua visione dall'inizio alla fine.

sabato 14 luglio 2012

Non mi avrete mai

Sto qua
rinchiuso in questo salotto insieme a questa sociopatica, frustrata, menomata. Le immagini passano sullo schermo con la stessa gradevolezza di coltelli nello stomaco, ma d'altra parte posso fare poco o niente per fuggire. Se inventassi una scusa, se cercassi una giustificazione per andarmene, lei se la prenderebbe a male ed inizierebbe a mettermi il muso e a non parlarmi più per giorni e giorni. Cosa dovrei fare?
Quando l'ho conosciuta sembrava diversa, prendevamo una bottiglia di vino ed iniziavamo a camminare per il lungo mare. Ci scambiavamo opinioni mentre l'ubriacatura saliva piano piano, lasciandoci poco a poco trasportare dal senso d'ebrezza donato dal liquido rosso. Poi l'ora di cena arrivava, ci fermavamo a mangiare qualcosa al volo: un panino, una piadina, un kebab, uno spicchio di pizza. E poi finivamo per ritrovarci seduti in un qualche locale squallido a prendere in giro quelli che ballavano. Sarebbe un mondo migliore se ci fosse più gente che sentisse la danza come uno sfogo e non come un dovere nei confronti del sabato sera o del rimorchio occasionale di persone squallide quanto loro... L'amore era un'altra cosa, consumato con fame, con desiderio, consumato nei posti più insensati ed improbabili: un desiderio che ci coglieva all'unisono e, dove eravamo eravamo, andava fatto senza se e senza ma.
Ad un certo punto, dopo secoli, iniziai anche a pensare che ero veramente innamorato. Sentivo le farfalle nello stomaco e non per via delle enormi quantità di vino che tracannavamo ma per via che quando la vedevo arrivare mi si dipingeva in volto un'espressione ebete, smettevo di pensare, non recepivo più altre immagini se non il volto di lei che, avvicinandosi, mi sorrideva. Perché siamo tutti più ridicoli quando siamo innamorati?
Poi, non so perché, tutto è scivolato nella norma. Siamo finiti alle cene degli amici, con gli amici, per gli amici, in ristoranti di medio basso profilo a consumar battute del cazzo e, ai fini della civile convivenza tra esseri umani, ognuno a stare attento a quello che diceva per non ledere la sensibilità altrui, a far finta di essere interessati ai discorsi degli amici, sempre meno interessanti, sempre più carichi di ovvietà. E quando ti circondi di ovvietà, l'ovvietà ti mangia vivo. Sparirono le lunghe conversazioni, i sorsi di vino dalla bottiglia, il sesso girovago ed istintivo. Tutto rientrò nella norma. Una sera, dopo l'ennesima cena a pane, acqua e rimpianti, finimmo in un locale squallido e, per fare qualcosa di diverso, iniziammo a ballare. Non vi descrivo il senso d'orrore quando vidi, seduta ai tavoli, una coppia di ragazzini che ci prendevano in giro per come ballavamo e per come ci atteggiavamo. Avvertii il senso claustrofobico di mille labirinti ed il rumore di milioni di porte chiudersi di fronte a me. Avvertii la fine.

Sto qua,
rinchiuso in questo salotto insieme a questa sociopatica, frustrata, menomata. Mi sta mostrando dvd su dvd dei suoi due nipotini: un giorno al parco, un giorno a gardaland, un giorno alla comunione del fratello più grande. Da quando sono nati quei due gemelli del cazzo non fa altro che fargli filmati su filmati, li riguarda di continuo e ripete ossessivamente le frasi stentate e prive di significato di questi due esseri umani involuti. I bambini piccoli mi hanno sempre fatto pena, non ragionano, non pensano, credono che tutto sia incredibile e nuovo; sono solo degli illusi che la vita, a breve, inizierà a prendere a schiaffi senza ritegno né rispetto. Come posso provare affetto o tenerezza?
La visione finalmente giunge al termine, lei è entusiasta:
"Non sono splendidi?"
"si, lo sono"
"Hai sentito quando Marco ha detto "cia mi compi gelao?" Non è adorabile?"
"Si, è molto buffo"
"Come sono belli i bambini, così teneri, così innocenti"
"Si, è vero"
"E se ne facessimo uno anche noi?"
Un pugno alla bocca dello stomaco, ecco cosa provo
"dovremmo pensarci un po', non è una cosa da fare a caso"
"ma lavoriamo entrambi, non dovrebbe essere un'impresa!"
"mmmm, ok!"
"Che bello, io vorrei tanto una femmina!"
"Beh anch'io, mi son sempre piaciute di più"
Mi alzo, mi avvio verso la porta d'uscita
"dove vai?" mi fa lei
"Vado a comprare le sigarette"
"bisognerà che tu smetta prima o poi, t'immagini tua figlia che ti abbraccia e sente che suo padre puzza di nicotina e tabacco?"
"Guarda, questo sarà l'ultimo pacchetto..."
Esco di casa.
M lo diceva sempre quel mio amico: "Una coppia ha sempre bisogno di novità, ci si mette insieme e poi dopo un po' ci si annoia, ecco che si va a convivere. Poi, quando sei andato a convivere, ti accorgi che ti annoi e allora che fai? Beh, ti sposi. Quando ti sei sposato poi? Ti riannoi di nuovo, e allora? Ecco che nasce un bambino..."
Pensavo di esser stato bravo perché la fase del matrimonio ero riuscito a saltarla ma l'unico risultato era che ero scivolato direttamente alla fase successiva. No, non ero bravo, non ero bravo manco per il cazzo...
Possibile che ogni relazione debba sempre finire così? O ci si adegua alla norma o ci si lascia? Possibile che alla fine si finisca sempre per assomigliare ai propri genitori?
Avrò un figlio, lo sgriderò perché non fa i compiti, perché fa tardi la sera o per un brutto voto a scuola, gli consiglierò di non dare confidenza agli sconosciuti e di non prendere droghe. Diventerò ancora più noioso di quanto non lo sia già adesso...
Sto per attraversare la strada ed in lontananza arriva un'ambulanza sparata. C'è un'emergenza, è la mia vita che va a pezzi. Le macchine si fanno da parte, l'ambulanza sfreccia decisa in mia direzione. Colgo l'attimo e mi butto sotto di essa.
Non mi avrete mai.

venerdì 13 luglio 2012

Il drammone berluscone

Lo stupore intorno alla ricandidatura a premier dell'ex premerione italiota è una delle cose che mi lascia più interdetto in questi giorni di calura e decomposizione fisica. Onestamente, secondo voi si sarebbe davvero potuto candidare uno che alle anagrafe è segnato come Angelino? Con quei connotati facciali? Ma fatemi il piacere! Non buca lo schermo, non è antipatico al punto giusto, non racconta barzellette da osteria, non schiappa le fiche e, oltretutto, sembra pure un po' ricchione.
L'intero impianto ideologico della destra parlamentare (ma anche di quella extra parlamentare per certi versi) si fonda e si appoggia su di un linguaggio, una teoria ed un immaginario completamente costruito da e per il nostro ex premierone e una buona percentuale di individui compresi nel suo libro paga siedono ancora in parlamento. Chi poteva essere chiamato a sedere sul trono di re assoluto della destra minchiona e priva di spessore (a meno che non si parli di tette e culi) se non lui, il nano più lampadato d'Itaglia? C'è un personaggio che non possa definirsi un suo stipendiato nel centro-destra? Una persona che egli non ha corrotto? Una femmina che non abbia rimorchiato? 
Parliamoci chiaro, in Itaglia la destra finisce con la fine di Almirante e della DC storica, dopo di che, non esistendo una più una cultura di destra, si è  generato un vuoto istituzionale ed ideologico che ha spinto la gente verso gli ideali beceri di Forza Nuova, grette prediche del vaticano e le chiacchiere a vanvera e bacchettone dei programmi devastanti su mediaset... Solo Berlusconi oggi, agli occhi dell'elettore medio di destra, riesce a raccogliere tutto quello che di peggio c'è in Itaglia (ma che agli occhi dell'elettore in questione è oro): il machismo, le scopate con le ragazzine più giovani, l'arroganza del soldo che compra il potere, la filosofia di un personaggio che se ne frega di tutto e tutti e fa sempre e comunque come cazzo gli pare. Un altro così, in itaglia, è introvabile a meno che non si candidi fabrizio corona...
La verità dietro a tutto questo è che per l'ennesima volta l'ex premierone ce l'ha messo nel frigorifero, rimanendo nell'oscurità per un po', aspettando che l'itaglia tutta indirizzasse il suo odio contro il governo Monti,  al fine di ritornare e fare il grande passo, cioè avere la faccia come il culo di presentarsi un'altra volta alle politiche. Tra un po' si metterà a dire che si era ritirato per un po' per risolvere i suoi problemi giudiziari con le toghe rosse ma, essendo dimostratisi semplicemente falsi e faziosi, è riuscito a superare il tifone giudiziario abbattutosi su di lui e che, adesso, è nuovamente pronto a difendere l'itaglia dai comunisti, dai giudici e dal giorno del giudizio previsto dai Maya. Gli itagliani gli correranno incontro come delle vittime di guerra. Toglierà l'IMU, salverà gli evasori fiscali, svenderà la scuola pubblica e si getterà, anema e core, in una nuova guerra ambientata in un qualche paese del cazzo. Tanto alla fine gli itagliani sono talmente stronzi che continueranno ad avere la memoria corta, il pensiero interdetto e la faccia di merda per votarlo di nuovo e rendere questo paese, ancora una volta, un orribile macchietta per il resto d'Europa



martedì 10 luglio 2012

Storia di una persona irritante

La signora mi afferrò per un braccio
la cosa m'infastidì alquanto
"lei è pagato per servire i clienti!"
Tirai un lungo sospiro cercando di calmarmi, di trattenermi
"mi dica pure signora..."
"questa è una crema solare per il viso?"
"No signora" feci io con tono comprensivo "questa è per i glutei come si evince dall'immagine sull'etichetta..."
"ma andrà bene anche per il viso, no?"
Cercai, riuscendoci, di trattenere la risata, di non fare in modo che la cliente si rendesse conto su quale piatto d'argento mi avesse servito una battuta magari un po' volgare ma sicuramente ficcante al punto giusto.
"si signora, può andar bene"
la signora infilò l'oggetto destinato al culo dentro al carrello e proseguì il suo vagare sperso ma, al contempo, famelico lungo i corridoi di questa benemerita azienda ove presto servizio. Io, di par mio, venni avvolto da cupa nube di disperazione: quante volte in vita mia mi ero castrato per una paghetta, quante volte avevo trattenuto il mio astio per reprimerlo senza nemmeno condirlo con della sana ironia? E tutto questo per cosa? Per uno spicciolo di accettazione che, oltretutto, neanche avevo ottenuto?

"Qualsiasi cosa dici, qualsiasi cosa fai, alla gente non andrà mai bene..." diceva sempre mio padre e, prima di lui, anche mio nonno.

Cosa mi frenava dal rispondere ad una domanda sull'adattabilità di una crema solare specifica per il culo per le guance cadenti di una vecchia di merda con un secco "si signora, nel suo caso non fa alcuna differenza" e poi magari riderle anche in faccia? Una persona che ti afferra per un braccio e poi ti assilla con domande del cazzo merita dunque tutto questo rispetto? No, direi proprio di no...
L'omicidio è un reato in questo paese (anche se solo fino ad un certo punto a dire il vero...) ma prendere per il culo il genere umano no. Potevo quindi esimermi?
Qualcosa di nuovo, qualcosa di irrefrenabile maturava in me e, ormai, non potevo più frenarlo. Tradire questo qualcosa avrebbe generato in me profonda tristezza che sarebbe sfociata in profonda depressione che sarebbe culminata in dispendiose cure mediche ed in svariate rinunce, quali il consumo di birra, il consumo di pornografia d'autore ed il consumo di me stesso in quanto consumatore di birra e pornografia.
       E  se così dev'essere, allora così sia!

Due giorni dopo, prendendo un caffè con un amico:
Amico: "Maiale che palle, parli sempre d'ammazzarti!Ma perché non t'ammazzi davvero?"
Io: "Un giorno magari m'ammazzerò ma sicuramente non prima di aver assistito al tuo funerale: ti ho visto crescere, ti ho visto innamorarti delle peggiori imbecilli in giro per il pianeta, ti ho visto trovare un lavoro di merda, ti ho visto sposarti con la peggiore delle peggiori imbecilli di questo pianeta, mi spiacerebbe a questo punto non vederti anche morire"

Tre giorni dopo, durante un'uscita con una possibile nuova ragazza:
La possibile nuova ragazza: "Tu mi fai ridere, per me è molto importante un uomo che mi faccia ridere!"
Io: "Ah si? Per te in una relazione l'importante è ridere?"
La possibile nuova ragazza: "Beh si, è una delle cose fondamentali!"
Io: "ecco brava, allora fai una cosa: comprati un bel libro di barzellette così ti fai due risate quando vuoi e poi quando ti viene quel "certo prurito" lo arrotoli e te lo pianti in culo, magari anche all'aria aperta, così almeno lo vedono tutti quanto non capisci un cazzo"

5 giorni dopo, in fila alle poste:
La ragazza operatrice di sportello: "Scusi, ma lei che deve fare?"
Io: "dovrei ritirare un pacco"
la ragazza operatrice di sportello: "Ma insomma, non ha letto il cartello all'ingresso? D'ora in avanti i pacchi si ritirano nella stanza ivi adiacente senza bisogno di ticket! NON SA LEGGERE?"
Io: "No, non so leggere sulla carta stampata, ma sulla fronte della gente si. Ad esempio vedo che sulla sua capeggia la scritta "Non chiavo da anni, qualcuno mi aiuti!"

Sempre 5 giorni, uscendo di casa:
Un vecchio signore appena sceso dalla bicicletta: "Mi scusi signore, posso poggiare la mia bicicletta qua sul muretto prospiciente l'ingresso del palazzo o può arrecare disturbo a lei ed agli altri condomini?"
"Guardi, il disturbo arrecato dalla sua bicicletta è ben poca cosa rispetto a quello generatomi dai sui modi melliflui e fintamente garbati. Faccia una bella cosa, si tolga dai coglioni, lei e questo cesso di bicicletta, che, sfortunatamente, non ho antiemetici con me per arginare la nausea che desta in me la sua sola visione..."
 Un anno dopo, l'epitaffio sulla mia lapide
"Fu persona schietta e sincera
la lingua sua fu più tagliente
della lama
Morì linciato dalla popolazione tutta
ma a spese di questa
in vita
ebbe molto a divertirsi
Ivi riposa col sorriso beffardo ancora in volto"
R.I.P.








venerdì 6 luglio 2012

Suicidio di massa per sconfiggere la casta!

ma fatevi calare in squallidi loculi ed una volta ivi posti stiate scomodi fino al giorno della vostra morte. E poi amen.
Voi che rompete il cazzo con gli sprechi della casta, delle province, delle regioni, delle amministrazioni comunali e dello stato e non vi rendete conto che la prima forma di spreco è il genere umano. Anche un idiota sa che nell'occidente evoluto siamo in troppi e, essendo troppi, consumiamo al di là delle possibilità di questo pianeta e tutto a scapito del terzo mondo (il peggior crimine è l'aver delegato il recupero di queste terre alle associazioni cattoliche che fomentano l'ignoranza ed il propagarsi del virus HIV); se volete quindi rompere la catena degli sprechi ammazzatevi! Vi prego, fatelo sul serio: ogni volta che vai al cesso sprechi 9 litri d'acqua, ogni volta che vai in macchina inquini, ogni volta che vai a divertiti come uno stronzo e lasci il computer in stand by sprechi 20000 Gwatt/h. Quanta fatica dovrai ancora fare prima di riconoscere a te stesso che, quando vai, dovresti andartene semplicemente affanculo? A seguire i vostri consigli il mondo fra 100 anni sarà solo una crosta essiccata però in compenso i partiti politici spenderanno solo 6000 euro per fare la campagna elettorale... Ad ogni modo il mondo occidentale ha bisogno di uno sfoltimento sostanzioso, nelle file di chi lo abita, per continuare ad esistere e ho come l'impressione che qualcuno stia già pensandoci al posto nostro.
Voler calcolare gli sprechi su di una base monetaria, oltre che essere un gesto plebeo, è anche indice di un'incapacità congenita, da parte della cultura antagonista, a fuoriuscire dagli schemi imposti dalla classe dominante che da sempre condanna chi contesta al semplice ruolo di marionetta e a rimanere imprigionato in un'ampolla di vetro dove creare un'alternativa vera e propria diventa praticamente impossibile. Chi contesta, quindi, finisce sempre per essere banalizzato e mai e poi mai ad essere considerato come soggetto realmente pericoloso agli occhi di chi amministra, controlla ed impone.
Considerando che ormai i tempi stringono, lo spread aumenta, la crisi incalza, le fabbriche chiudono, gli operai vengono licenziati e le percentuali degli esodati aumentano di giorno in giorno, l'unica forma di ribellione rimasta è il suicidio e voi, voi cani,che nella confutazione dell'inutile trovate il pane quotidiano, potreste dare il buon esempio per la prima volta in vita vostra e compiere l'estremo gesto, anziché trascorrere i pomeriggi a postare su facebook articoli su articoli al fine di dimostrare quanto siete corretti ed informati. L'unico modo per salvare vite umane è porre fine alla vostra, questa è l'unica protesta attuabile al giorno d'oggi...


giovedì 5 luglio 2012

Signora Fornero io ti amo davvero

Cara Fornero (ma come cazzo fai di nome? Elsa? che bel nome...)
ieri è stata respinta la sfiducia nei tuoi confronti e di ciò, sia chiaro sin da subito, io gioisco e godo. Il tuo sguardo così sbarazzino da bimba birichina, quel tuo modo di fare da lady di ferro, quel flemma tipico della dominatrice bondage e, soprattutto, quelle tue affermazioni e quelle tue prese di posizioni così impopolari ma, al contempo, sensuali... Perché è proprio da quell'affermazione scomoda di qualche giorno fa che parte la mia sincera e genuina passione per te
"Stiamo cercando di proteggere le persone, non i loro posti. L'attitudine delle persone deve cambiare. Il lavoro non è un diritto, deve essere guadagnato, anche attraverso il sacrificio" Quando l'ho letta la prima volta pensavo di svenire dalla commozione, poiché, come da anni aspettavo, qualcuno finalmente aveva deciso di dire l'unica cosa che c'era da dire: il lavoro in Italia è marcio non solo perché viene distrutto dall'alto, da istituzioni e leggi a favore dei titolari, ma anche dall'interno e cioè dai lavoratori stessi che dimostrano di non meritarsi altro. In quanti oggi, e per favore non pensate subito al solo settore pubblico, sull'affermazione che "il lavoro è un diritto" ci si sono adagiati, spendendo ore su ore a grattarsi il cazzo in catena, tra gli scaffali dei magazzini, nei cessi di un ufficio? In quanti giocano la carta vincente della ruffianeria e del savoir faire per catturare la simpatia di una qualche capo reparto o del titolare stesso e approfittarsene per battersene i coglioni e delegare tutto agli altri poveri stronzi la cui unica colpa e non avere la lingua allenata all'arte del leccaggio? In Italia, a dire, i mezzi legislativi per licenziare uno stronzo ci sono già, ma i vari responsabili e titolari preferiscono lavarsene le mani e lasciare tutto così com'è, delegando ai soliti poveri stronzi una mole di lavoro maggiore ogni giorno (se uno non lavora e passa le giornate a scaccolarsi sul posto di lavoro, sarà ovvio che toccherà agli altri, sempre al solito stipendio, portarlo a termine) ed ecco che, in tempi di crisi quando le scuse finiscono, tocca allo stato occuparsi di questo e fare la parte di quello cattivo.
Bisogna iniziare a pensare che se a uno non piace lavorare, ma solo guadagnare a scapito dei suoi colleghi, è giusto anche che abbia una vita terribile e che gli enti provvidenziali gli chiudano le porte in faccia senza tatto ne ritegno, lasciandolo così a campare d'elemosina e di stenti (si rimedierebbe anche al problema delle pensioni così).
Purtroppo per te, oh Elsa, queste cose le sanno solo quelli che tutte le mattine hanno solo in mente che devono arrivare in fondo alla giornata in maniera dignitosa, senza cercare di fare lo sgambetto a nessuno (sempre meno alla fine).

Chi, in questo paese, è munito di alti valori risulta sempre essere il più scemo di tutti.

E' un paese ingrato questo Elsa, e per chi vuol cambiare le cose la strada è lunga, difficile e senza sconti. Esiste una casta di privilegiati a Montecitorio proprio perché l'itaglia è popolata da gente che vuol sentirsi privilegiata senza fare un cazzo dalla mattina alla sera: tutti a reclamare i diritti e nessuno che abbia presente i propri doveri.
Bella merda, nevvero?
ciao micina
smack!



giovedì 28 giugno 2012

La semifinalo

Mi trascinavo, mesto e gongolone, per le strade che convergono per il loculo ove pratico il mestiere di magazziniere. Avevo dormito solo 5 ore ed il mio fiato era affannato e pesante: mangiare gli avanzi di una frittata alle cipolle in qualità di colazione non è sempre cosa buona e giusta. La disperazione era dipinta nei miei occhi di fronte all'intera giornata ancora da sfidare. Ad un tratto, tuttavia, scorsi da un'impalcatura posta di fronte ad un palazzo di antiche origini una coppia di muratori che chiacchieravano animatamente e, conscio dell'immane mole di cazzate che stavano proferendo e dell'anticipo che avevo sull'orario di apertura del loculo ove pratico il mestiere di magazziniere, decisi di avvicinarmi a loro senza farmi vedere. Il dialogo che segue dimostra che evidentemente non mi stavo sbagliando e quella piccola frazione di tempo che avevo dedicato loro non era di sicuro andata sprecata:
"Giovà ma stasera tu te la guardi la nazionala?"
"ecchiaro che si che me la guardo, speriamo che ci vinciamo accidenti a questi tetteschi porchi basstardi!"
"eh speriamo che quel necro di Balotello ci fa un gol ugualo ugualo a quello che ci ha fatto all'Irlandia! Tutto con la arrovesciata improvvisa a stupire l'avversario porco bastardo!"
"Io ci spero che ci vinciamo così almeno ci andiamo in finala e ci giochiamo la coppa europa co quei froci degli spagnesi, così ci dimostriamo all'europa tutta che siamo noi quelli più meglio. Noi abbiamo inventato il gioco pallone, gli spagnesi devono tornare a farsi spingere le corna nel culo dai tori!"
"W Itaglia!"
"W Cassano!!!"
"a me cassano ci sta un poco sulle palle!!!"
"ma esso è uno de noi, ci stanno puro sul cazzo i froci!"
"Dici ggiusto Michè!"
"E ce lo so, accidenti ai porchi bastardi spagnoli: ci hanno fatto piangere le lacrime amare quando il barcellona ha eliminato il milàn dalla coppa campione!"
"Dici ggiusto Giovà!"
"E ce lo so, poi speriamo anche che ci vinciamo contro i tetteschi che così almeno la Merke si prende lo spavento e ci cancella lo SPRED, io mi so' rotto 'u cazz de questa crisi!"
"eh a chi lo dici? Se ci cancellano la crisi ci possiamo tornare con le puttane tutte le sere. Mò me tocca puro scopà con la mugliera mia medesima una volta la settimana"
"A me mia moglie ci ha scassato 'o cazzo, io preferisco scopà co'mia figlia! E' più giovane  e resistente, ce la posso scopare quando me và!"
"ma quale? Quella di tredici o quella di vent'anni?"
"Quella di tredici, la più grande ha studiato e me fa la resistenza"
"eh pur'io ho provato a scopà mia figlia l'altro giorno!"
"e non c'hai scopato alla fine?"
"Signornò!"
" e perché?"
"Perché, mentre ce lo stavo infilando in corpo, poi me so ricordato che tengo solo un figlio maschio!"
"aahahahahahahahahahahahahah"
"ahahahahahahahaahhahaahahah"

IL MATTINO HA L' ORO IN BOCCA IL MATTINO HA L' ORO IN BOCCA IL MATTINO HA L' ORO IN BOCCA IL MATTINO HA L' ORO IN BOCCA IL MATTINO HA L' ORO IN BOCCA IL MATTINO HA L' ORO IN BOCCA IL MATTINO HA L' ORO IN BOCCA IL MATTINO HA L' ORO IN BOCCA IL MATTINO HA L' ORO IN BOCCA IL MATTINO HA L' ORO IN BOCCA IL MATTINO HA L' ORO IN BOCCA
                                                               FINE
Dedicata a quel sarchiapone di Balotelli, che stasera ci faccia 'u gol della vittoria contro l'infame nemico alemanno:









giovedì 21 giugno 2012

perversion is spreading: le scimmie cazzute del Bengala 3pt

Non vi erano voli economici per il Bengala quindi dovetti fingermi missionario e partire con un improbabile aereo russo, risalente ai tempi del benemerito baffone Stalin, insieme ad una manica di baciapile intenti a salvare il mondo dalla minaccia del demonio del buonsenso e dalle streghe della ragionevolezza. Il viaggio con loro fu abbastanza imbarazzante poiché essi erano dediti alla continua preghiera ed al martoriarsi le parti intime con rami d'ulivo. Non potei non astenermi da questi pratica, poiché avevo un ruolo da sostenere, e mi toccò flagellarmi gli attributi insieme a tutti gli altri sfegatati di cristo. Al termine del viaggio sentii quasi di aver raggiunto, tramite la pratica dell'auto-flagellazione, infine l'espiazione e, per non perdere l'esercizio, tagliai la gola ad uno dei miei beghini compagni di viaggio, dentro al cesso dell'aeroporto. Da lì iniziai a cercarmi una guida per farmi condurre nella foresta ove le stronzissime scimmiette hanno albergo.
All'inizio fu un po' difficile reperirne poiché, quando mostravo la cartina indicando la famigerata foresta, tutti fuggivano con le mani davanti alle chiappe ma alla fine ne trovai una: un vecchio sdentato che parlava uno stentato inglese
"ah ok, you want go to  forest of  monkey that fuck ass, promise i take you to forest of monkey that fuck ass, are you gay sir?"
"No"
"and why want go to forest of monkey that fuck ass?"
"No"
"What?"
"No"
"What no?"
"No"
ok, lo ammetto non ho mai imparato l'inglese e, in vita mia, mi han sempre insegnato che se a qualsiasi domanda rispondi sempre con un no secco e deciso alla fine ti trovi sempre bene. Comunque sia, l'insistenza dell'orribile creatura del terzo mondo, iniziava a scocciarmi; ormai aveva detto ok, cosa aveva da insistere? Lo afferrai per la maglietta, lorda di sughi fetidi, cingendogli la gola in un ultimo letale abbraccio: roba forte. Essendo egli vecchio e, oltretutto malnutrito, non durò molto tra le mie mani. Ciò attirò la folla che, accortasi del misfatto, non tardò ad afferrarmi e condurmi alla prima stazione di polizia nei paraggi.
Ma dimmi te se anche questi popoli di sottosviluppati devono avere un forte senso delle istituzioni...
venni arrestato
processato
condannato alla pena capitale
quindi tradotto in un carcere disumano a prova di comfort.
Negli ultimi giorni che mi rimanevano da vivere, prima che la fucilazione avesse luogo, la mia mente si abbandonò a continue elucubrazioni:
Perché ero finito laggiù?
Perché mi facevo dei problemi dove i problemi non erano?
Ma poi, che cazzo me ne fregava delle scimmiette cazzute del Bengala?
Durante il mio periodo di detenzione pensai a tutto questo, riuscendo ad arrivare a nessuna conclusione accettabile a parte realizzare quanto fossi veramente una persona povera di pensiero.
Poi il mio stato, il mio amato stato, denominato itaglia una mattina si svegliò decretando che ero imputato di due omicidi: una psicologa transessuale ed un missionario coi coglioni tumefatti. I diplomatici italici iniziarono le trattative per riavermi in patria e processarmi in quanto pluriomicida. All'inizio il governo del Bengala fece un po' il difficile ma poi, considerato che aveva bisogno di un prestito da parte del FMI, decise di rilasciarmi in mani itagliane. Il governo nazionale, essendo in periodo pre-elettorale, aveva bisogno di dimostrare che aveva il pugno di ferro coi delinquenti come me e fu solo per quello che si dilettò con decisione per farmi tornare nelle patrie galere.
Il mio processo iniziò
La maggioranza al governo perse le elezioni durante lo svolgimento del processo
il mio caso venne dimenticato
e magicamente, grazie alla legge sulla prescrizione breve, tutto finì in un nulla di fatto
a nulla servirono le proteste delle associazioni g.l.b.t.q. e di quelle cattoliche (per la prima volta unite sotto un'unica bandiera)
Venni rilasciato
Mi sentivo una scimmietta cazzuta del Bengala mentre uscivo dal carcere, una scimmietta cazzuta che aveva appena finito di pestare il suo membro, sempre eretto, tra due glutei
un gluteo chiamato legge
un gluteo chiamato giustizia
e scimmie cazzute del Bengala siamo un po' tutti in questo paese denominato itaglia: tutti presi nel raggirarci l'uno con l'altro e poi, raggira raggira in questa infinita (rag)girandola, il primo che scopre il fondo schiena paga per tutti, giustificando la stronzaggine altrui e ponendo un altro tassello nella torre di babilonia del "non poteva andare altrimenti"
E se credevate che la perversione in questo racconto fossero le scimmiette del Bengala, la psicologa transessuale, i missionari coi coglioni straziati o il fatto che un barbone del terzo mondo sappia parlare l'inglese meglio di un itagliano di merda, vi sbagliate di grosso: l'unica perversione in questo racconto è la legge itagliana, e mi dispiace che abbiate dovuto leggere tre post ripieni di stronzate per giungere a questa amara conclusione...

martedì 19 giugno 2012

perversion is spreading: Le scimmie cazzute del bengala pt2


La psicologa fu molto spietata nei miei confronti
"dica la verità, a lei piacciono gli uomini"
"mah no, in genere non mi piace nessuno"
"non finga di essere asessuato, lei è sempre giovane!"
"no, le giuro, non mi piace niente e nessuno"
"vede, lei può mentire a sé stesso ma sicuramente non a me: la sua pulsione omosessuale si manifesta nelle scimmiette cazzute del Bengala che rincorrono l'oggetto del suo desiderio che però lei al contempo  odia proprio perché rifiuta la sua natura, la natura di farselo abboccare nel baugigi dai maschi nerboruti"
"ma non dica idiozie! Io non ho mica detto che le scimmiette rincorrono solo gli uomini!"
"Mi spiace ma la mia teoria su di lei è troppo ben esposta per essere intaccata da questa sua obiezione"
"ma sta scherzando?"
"assolutamente no!"
"Guardi, non mi costringa ad essere triviale e di basso linguaggio!"
"cosa intende dire?"
"che, essendo lei una femmina, glielo posso dimostrare seduta stante che sono un vero maschio italico!"
"Lo vede che è gay?"
"Eh? perché?!?!"
"Perché io ho il cazzo!"
"Ma come!?!?!"
"Suvvia, sia moderno! Ormai lo sanno anche i muri che sotto a una gonnella il pene è più libero ed areato!"
"Io non ci voglio credere!"
"Insomma, eravamo rimasti che mi voleva dimostrare una cosuccia..."
"ma siamo impazziti? A me non piacciono gli uomini!"
"vediamo, si spogli... questa potrebbe essere la prova del nove!"
"Ma non se ne parla neppure!"
"preferisce invitarmi a cena prima, fare due chiacchiere in confidenza?"
"ma nooooo, ma lei ha tirato fuori questa teoria solo per portarmi a letto?"
"Parlandoci chiaro?"
"si!"
"ovviamente si! In fondo cosa c'è di male se una persona approfitta della sua posizione per plagiare i propri utenti e portarseli a letto? Questo paese è troppo drogato dalla morale cattolica perché noi omosessuali si possa praticare il sesso in libertà"
"son d'accordo, ma quello che lei sta facendo è illegale!"
"illegale è una parola che mi fa eccitare!"
Il/la psicologo/a si alzò di scatto e notai che dalla stoffa della minigonna si affacciava, prepotente, un pene in vistosa erezione. Mi saltò addosso ma lo/la allontanai con uno schiaffo
"non si permetta!" feci io stizzito
"Ummmmm come sei virile! Picchiami ancora!" e mi si rituffò addosso
Vi fu della colluttazione
ci spintonammo e ci azzuffammo
lui/lei riuscì a limonarmi un orecchio durante la tenzone
ma poi una spinta
una spinta un po' più forte
e adesso il/la psicologo/a giaceva al suolo
dal cervelletto fioriva un torrente in piena
il coloro suo era il rosso
e l'odore era quello della morte
dolciastro e stucchevole
L'avevo ucciso/a piantandogli il cranio nello spigolo della scrivania
anni passati a studiare per una morte da imbecille
che lavoro di merda lo psicologo
Avrei subito un brutto processo e, non avendo testimoni, sarei stato quasi sicuramente accusato e condannato. Magari il capo d'accusa sarebbe stato "delitto passionale". Non lo avrei sopportato: difendermi dalle accuse di omicidio intenzionale e anche di omosessualità sarebbe stata una cosa scomoda. Dovevo fuggire ma fuggire dove? Scappare lontano, sparire dalla circolazione per qualche anno, tornare con una nuova identità...
Sarei scappato nel Bengala, là avrei risolto il mio problema giudiziario ma anche quello delle scimmiette cazzute. Infatti così feci....
                                                                                                                                          CONTINUA...




lunedì 18 giugno 2012

perversion is spreading: le scimmie cazzute del Bengala pt1

Qualche tempo fa, quando una persona mi stava totalmente sul cazzo, ero solito immaginarmela mentre usciva di casa vestita solo di un pannolone. Faceva pochi metri e, sorpresa da degli strani rumori, si girava di scatto e si accorgeva che alle sue spalle c'era un esercito ben nutrito di quell'esemplare, conosciuto solo dagli esperti del settore, che risponde al nome di scimmia cazzuta del Bengala. La scimmia cazzuta del Bengala è una scimmia molto piccola, provvista di orecchie a sventola e, come si evince dal nome, di una nerchia enorme. Nonostante l'ingombro notevole dell'organo riproduttivo, la scimmia in questione riesce ad essere velocissima e rapida nel movimento fisico, non riuscendo ad essere uno degli animali più veloci del mondo ma sicuramente ad essere competitiva con l'essere umano nel gioco della corsa. Nonostante le sue piccole dimensioni, la scimmia in questione, dimostra essere sempre molto aggressiva nei confronti di chiunque, poiché il suo pene è sempre eretto e deve sfogare le proprie voglie ogni piè sospinto, e tende, come il leggendario pesce padulo, ad aggredire vigliaccamente da dietro , pestando il voluminoso membro nei meandri del retto a più non posso, fino a che la vittima non cade a terra stremata esalando l'ultimo fiato di vita (son proprio tremende queste scimmiette!).
La persona che mi stava molto sul cazzo, vedendosi attorniata da un esercito di scimmie superdotate, veniva divorata dalla paura e, presa dalla disperazione, iniziava a correre a più non posso; non è d'altronde una cosa molto comune, all'interno d'un insediamento urbano occidentale , trovare sulla propria strada una banda ben nutrita di scimmie che solitamente può essere reperita nelle lontane foreste del Bengala, foreste dalle quali difficilmente si esce vivi o, quantomeno, col deretano ancora vergine...
La mia immaginazione birichina non mi portava però a concentrarmi sulle agguerrite scimmiette ma bensì a focalizzarmi sul volto dell' aggredito che, ovviamente, era la cosa più divertente dell'intera situazione: una faccia da prima sorpresa poi sconvolta e sfigurata dalla paura e dal terrore, lacrime a rigare il volto e urla di disperazione ad accompagnare una fuga, goffa per quanto disperata, verso una via di scampo che non esiste ed un finale inevitabile, fatto di zoofilia forzata...
La mia immaginazione si arrestava nel momento in cui la vittima veniva raggiunta dalle implacabili scimmiette, l'immagine sfuocava fino ad oscurarsi e l'unica cosa che rimaneva erano le urla del malcapitato ed il latrato di soddisfazione lacerante delle lussuriose bestie.
In principio tale passatempo rappresentava un piacevole attimo di sollazzo durante il dormiveglia prima di svegliarmi definitivamente e affacciarmi verso la tragedia quotidiana, poi iniziò a diventare quasi come un'ossessione. Il che mi gettò in uno stato di disperazione e devastazione mentale  facendomi credere di essere una persona senza valori ne sentimenti e che aveva avuto tutto dalla vita senza capire il significato di ogni singolo gesto compiuto o ricevuto . Non potei far altro che recarmi da uno psicologo per avere chiarimenti.....
                                                                                                                      CONTINUA.....

domenica 17 giugno 2012

Potessi rinascere, rinascerei stronzo

Vorrei essere un commesso
di un negozio di vestiti per essere precisi
fare cose normalissime
che la gente crederebbe fighissime
dopo il lavoro
andrei a fare aperitivi metrosessuali
con gente che sorride
e non parla di niente
il fine settimana mi recherei in ambienti ripieni di glitter
dove mettono canzoni che nessuno ascolta
ma solo il venerdì e la domenica
perché il sabato è banale
e mi farei le foto con l'aifon
con bevute fosforescenti in mano
e la gente metterebbe mi piace
così a caso
per celebrare il fatto che sono uno stronzo
avrei argomenti di conversazione interessanti
anche quando parlo del tempo
forse avrei dei capelli tagliati con cura
o forse anche lunghi
per far pensare ad una trasandatezza
ed una scarsa cure di sé
che in realtà non è vera
ma è solo studiata
indosserei dei gilet verdi
delle scarpe che tutti noterebbero
e dei pantaloni attillati
colorati di un blu offensivo
non avrei la barba
e la mia ragazza sarebbe più alta di me
anemica e coi capelli biondi acconciati stravaganti
                            Quanta fatica la gente fa
                             per ricoprire d'oro
                             la sua banalità