Nel 1990 molti bambini a me coetanei solevano sollazzare le loro orecchie di merda con Jovanotti, Scialpi ed un tale chiamato Charlie ( di quest'ultimo oggi non si trovano neanche più i filmati su youtube, ricordo solo che si proponeva come rivale diretto di Jovanotti e aveva come canzone di punta una merdata che incitava le signorine ad alzare la gonna ed aprire le cosce), io, percependo che da lì a poco in Norvegia ne sarebbero successe di tutti i colori, ascoltavo il buon vecchio Branduardi, permeandomi così di atmosfere tardo epiche, storie trucide di sacrifici umani, inni alla morte, storie d'amore gestite tra sortilegi e fregature e veri e propri inni alla libertà di pensiero ed espressione svincolati da ogni moralismo cattolico e conditi da quella propensione verso l'esoterico e la totale venerazione della natura circostante che, pochi anni più tardi, sarebbe stata riesumata dal black metal:
"E' venuto il corvo di mare a predirmi la sorte: "tempo tu non avrai di fuggire, ti raggiungono già! Strapperanno i tuoi occhi, bruceranno il tuo cuore, tempo tu non avrai di fuggire, ti raggiungono già!"
Io non ho paura di dovere morire e tu vecchio corvo i suoi occhi strapperai, io non ho paura, molto a lungo ho cantato, ma il suo cuore falso come il mio brucerà! E' venuto dal mare il granchio alla sua bocca spetterà di potere con l'ultimo respiro rubargli l'anima e il mio signore lo sa, una sola volta non basterà, che l'avvoltoio divori il mio corpo per far tacere per sempre il mio cuore!"
Così recitava il testo di "poeta di corte" canzone inserita all'interno di "la pulce d'acqua" forse uno dei massimi capolavori del cantautore nazista e cespuglione ove lo spirito di indipendenza e provocazione che dovrebbe alimentare la creatività di un qualsiasi stronzo che prenda in mano uno strumento musicale, una penna, un pennello o una macchina da presa, esplode in tutta la sua natura tragica e sublime.
L'arte non è celebrità, protagonismo o danaro, l'arte sostanzialmente è tragedia, rassegnazione ed oscurità e la ricerca continua degli strumenti più adeguati per comunicare tutto questo. Mi spiace, giovani votati al successo e alla fama, ma io la penso così...
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martedì 15 marzo 2011
lunedì 7 marzo 2011
L'angolo della poesia
Quando una donna lascia un uomo è come se, di fronte a lei, si riaprissero le bocche dell'inferno che l'inizio della relazione aveva chiuso inesorabilmente. Personaggi laidi e bavosi, stalker psicolabili, uomini senza arte ne parte che hanno appreso l'arte del corteggiamento in un qualche film con Lando Buzzanca ora che colui il quale a suo tempo veniva additato come l'usurpatore è fuori gioco, si sentono in dovere di tornare sulla vecchia preda come se i continui rifiuti del passato non fossero bastati ed insistono ed insistono ancora convinti che la teoria dell'usura abbia ancora una qualche credibilità al di là dei manga giapponesi. Morte ed oppressione, solo morte ed oppressione
IL GIORNO CHE BATTEI LA BAZZA
O voi
ratti degeneri
che brindaste
stolti
e inumani
per settimane e settimane
il giorno che infransi la mia bazza al suolo
i vostri stolidi volti
si storpiarono in risate
grette e storte
credendo
che la via ora fosse libera
che ogni sogno erotico
diventasse ora inaspettata realtà
'o stolte bestie
mi dispiace
poichè a suo tempo non capiste
che solo chi sta in piedi
può cadere
e ben ha appreso oramai l'arte del camminare
che rialzarsi saprà di certo
e da solo
mentre voi
beceri e squallidi cafoni
strisciate da una vita
e non sapete far altro
se non la pratica viscida
di chi da brava jena
aspetta che il leone se ne vada
per attaccar la preda
e se io crollo
non sarà il mio crollo
ad insegnarvi il passo magistrale
di chi vive e soffre
e non striscia e sopravvive
come voialtre merde
IL GIORNO CHE BATTEI LA BAZZA
O voi
ratti degeneri
che brindaste
stolti
e inumani
per settimane e settimane
il giorno che infransi la mia bazza al suolo
i vostri stolidi volti
si storpiarono in risate
grette e storte
credendo
che la via ora fosse libera
che ogni sogno erotico
diventasse ora inaspettata realtà
'o stolte bestie
mi dispiace
poichè a suo tempo non capiste
che solo chi sta in piedi
può cadere
e ben ha appreso oramai l'arte del camminare
che rialzarsi saprà di certo
e da solo
mentre voi
beceri e squallidi cafoni
strisciate da una vita
e non sapete far altro
se non la pratica viscida
di chi da brava jena
aspetta che il leone se ne vada
per attaccar la preda
e se io crollo
non sarà il mio crollo
ad insegnarvi il passo magistrale
di chi vive e soffre
e non striscia e sopravvive
come voialtre merde
domenica 6 marzo 2011
I'm a part-time blogger
Cari amici lettori che non siete lettori visto che, anche se siete usi leggere reiterate pagine al dì, di sicuro non leggete questo blog, vi comunico ufficialmente che qui siamo alla bancarotta: dando un'occhiata alle statistiche di blogger.it appare chiaro che questo blog totalmente improntato sui bei sentimenti, la bella musica e le belle ideologie non se lo incula praticamente nessuno ( forse neanch'io). Il motivo per cui ho dato vita a tutto questo è perchè avevo intenzione di farci un monte di soldi ed essere invitato, a zero e sottolineo zero spese, ai concerti dei wolves in the throne room e degli ulver esattamente come succede a Chiara Ferragni che, col suo blog "the blond salad", viene invitata a destra e a manca e la gente famosa ed omosessuale che disegna i vestiti che poi firma dandogli un che di autorevole le paga gli alberghi e la fa intervistare dal tg 5 dove essa ( la Ferragni) spara un monte di cazzate e sfoggia vestiti del cazzo cuciti dai bambini thailandesi che Chiara Ferragni poi si fa cucinare dagli Chefs degli alberghi a cinque stelle mega esclusivi dove lei va a sganciare delle cagate immani ( provate ad immaginare che digestione potete avere in seguito ad una dieta a base di bambini thailandesi). Purtroppo tutto ciò non mi è capitato e, anzi, il mio blog rischia obiettivamente il tracollo finanziario che però, a pensarci bene, non sussiste poichè è stato aperto a zero spese ed il suo mantenimento non costa niente e quindi perchè ho scritto tutto questo? Non lo so ragazzi, la domenica è un giorno cosi tedioso, odioso e privo di significato
jarovit-jarovit ????
Quest'oggi signori e signore vi voglio stupire con flautini, organetti, inni nazionalisti, metal e anti semitismo come se piovessero. Gli Jarovit provengono dall'ex-arsenale dell'URSS, la cosidetta Ukraina, oggi patria di una delle scene Black metal più intolleranti e naziste della storia. Gli Jarovit sono tra i meno noti ma comunque non si scoraggiano e, per quel che riguarda sia l'aspetto musicale che quello dell'insofferenza nei confronti di uno studio accurato del passato prossimo del vecchio continente, mettono in evidenzia sin dalle prime note che non hanno niente da invidiare ai ben più stimati e romanamente salutati Walknut, Nokturnal Mortum e ( gli eccezionali ) Drudkh ( anche se quest'ultimi, a dire il vero, sono una spanna sopra tutti). Guardate, ci hanno abituato per secoli che la creatività e l'innovazione erano capacità esclusivamente della sinistra ed invece, come gli jarovit ci dimostrano, in un paese tediato dalle ideologie comuniste, come l'Ukraina, il nazismo può rappresentare una spinta per la nascita di un movimento creativo e smaliziato. Certo che comunque le ideologie fanno veramente schifo al cazzo, alla fine non riescono mai ad evolversi dall'idea di chiesa, con tutti i loro santi, eroi, martiri e cristi in croce. Ma vaffanculo
http://www.mediafire.com/?55i21y9rayzk4dz
http://www.mediafire.com/?55i21y9rayzk4dz
giovedì 3 marzo 2011
Brocken Moon- Das Märchen Vom Schnee (2008)
I brocken moon hanno,oltre ad un nome di merda, delle radici che affondano saldamente in terra germanica e quindi con alle spalle un passato storico/politico accattivante per quanto birichino. Secondo il mio modesto parere, che è tutto tranne che modesto (visto che me la sento oltremisura) e democratico ( si, con le vostre opinioni mi ci pulisco il culo), i Brocken Moon risentono di queste radici e ciò diventa evidente proprio nelle dinamiche di questi sei pezzi che si alternano tra atmosfere epiche ( atte ad evidenziare un passato fatto di trionfi e fierezza) e stacchi acustici malinconici ( atti a riportare ai nostri occhi le magagne di un presente annacquato dalla “grigia pioggia democratica”). E’ proprio questa contrapposizione tra elementi epico-razzisti e malinconoie da eroinomane a rendere questo disco piacevole all’orecchio come al cuore e a non farci comprendere come mai non sia già stato assurto a disco fondamentale nella discografia dei blacksters di tutto il mondo. Mannaggia alla madonna assassina di bimbi morti

giovedì 24 febbraio 2011
Vrolok-Void (the divine abortion)2007
La riflessione che più mi ha esaltato di recente è la seguente: in vita mia, essendo io stesso medesimo in prima persona un essere umano con obbligo di socialità e capacità relazionali ( obbligato proprio dalla mia natura di essere umano stesso, essere di per sè debole allo stato di natura e quindi costretto alla collaborazione coi suoi simili), ho dovuto sempre confrontarmi-scontrarmi con persone inutili, tediose, ottusamente violente, grette, incapaci, ipocrite ed infantilmente egoiste che, alla fine della fiera, in virtù di questi loro difetti ( che poi in una società come quella italiana divengono virtù) son sempre riuscite ad avere la meglio e a portarsi a casa le soddisfazioni mentre a me restava solo in bocca l'amaro del solito, ennesimo fallimento per colpa di un'eccessiva onestà o di troppo rispetto per l'avversario. Ora mi chiedo, la società è stronza o sono io che non mi rendo conto di essere veramente il solo e unico ad uscirne come uno stronzo in ogni situazione in cui mi vado ad infilare?
Non credendo assolutamente in un al di là ove verrò premiato mentre i miei avversari di sempre si logoreranno nelle fiamme dell'inferno, dovrei dunque asservirmi anch'io a questa logica stronza e controproducente ed iniziare a giocare sporco anch'io diventando così come le persone che ho tanto odiato e ponendo così me stesso in una situazione di conflitto interiore che potrebbe sfociare solo nel suicidio? Se dovessi continuare nel modo in cui ho fatto finora cosa dovrei aspettarmi? il ben noto mongolino d'oro? Quali sono le misure che un semplice ed unico individuo può adottare per cambiare un paese popolato da così tante merde? tirare le sciacquone?
Voi pensateci e caso mai fatemi sapere, nel mentre ascoltatevi questo disco che è bello assai e parla di morte ed oppressione interiore (così magari crescete interiormente e vi mettete a fare i buddisti giapponesi, vallo a sapere). Gaudio! Allegria! Giubilo! Letizia!
http://www.mediafire.com/?siif8zaxh0fe752
Non credendo assolutamente in un al di là ove verrò premiato mentre i miei avversari di sempre si logoreranno nelle fiamme dell'inferno, dovrei dunque asservirmi anch'io a questa logica stronza e controproducente ed iniziare a giocare sporco anch'io diventando così come le persone che ho tanto odiato e ponendo così me stesso in una situazione di conflitto interiore che potrebbe sfociare solo nel suicidio? Se dovessi continuare nel modo in cui ho fatto finora cosa dovrei aspettarmi? il ben noto mongolino d'oro? Quali sono le misure che un semplice ed unico individuo può adottare per cambiare un paese popolato da così tante merde? tirare le sciacquone?
Voi pensateci e caso mai fatemi sapere, nel mentre ascoltatevi questo disco che è bello assai e parla di morte ed oppressione interiore (così magari crescete interiormente e vi mettete a fare i buddisti giapponesi, vallo a sapere). Gaudio! Allegria! Giubilo! Letizia!
http://www.mediafire.com/?siif8zaxh0fe752
giovedì 10 febbraio 2011
Grease: semplice musical o espressione delle volontà del sistema vigente?
Nel 1975 l'industria cinematografica britannica lancia sul mercato il musical "Rocky Horror Picture Show". Come poteva essere prevedibile, dati i temi libertini del soggetto, il film in un primo momento fatica a decollare nelle sale ma, a distanza di un anno, inizia a sbancare ai botteghini e a lasciare il segno nelle teste degli spettatori. Il significato intrinseco del film è la sostanziale derisione dei ruoli che l'essere umano, stupidamente, impone a se stesso e agli altri,auto imprigionandosi in una dimensione di obblighi stupidi per quanto forzati, ridicoli per quanto presi sul serio. Uno dei temi presi sotto mira più di frequente dal Rocky Horror durante tutto il suo svolgimento è la sessualità ed i suoi molteplici aspetti: qui viene sostanzialmente derisa la virilità tipica del maschio occidentale ed il servilismo della donna nei suoi confronti; il protagonista maschile (tipico fidanzatino borghese dotato di un orgoglio stupidamente machistico) cede alle voglie del dottor Frank'n'Furter gettandosi in un rapporto omosessuale, la protagonista femminile scopre una nuova determinazione praticando sesso con più persone rendendosi conto della stupidità del legarsi ad una sola persona per tutta la vita...
La carne al fuoco è tanta e i temi, a tutt'oggi, suonano ancora scottanti: omosessualità repressa, rimessa in discussione del vincolo del matrimonio, gender confusion, promiscuità sessuale, eterna discussione sul significato ultimo del termine libertà. Il film, nonostante un involucro apparentemente naif, è un coacervo di tematiche filosofiche piuttosto alte e gli interrogativi che lascia al suo termine son di quelli che non fan dormire la notte tanto sono intensi e coinvolgenti.
La domanda che ora nasce spontanea è la seguente: com'è possibile che un film così deliberatamente sovversivo non abbia generato una reazione da parte delle schiere di benpensanti che, allora come oggi, son seduti sui seggioloni del potere? Ed infatti la reazione ci fu ma, essendo questo un mondo libero ed essendoci sempre il colosso sovietico a rompere i coglioni, senza mai infierire sul film direttamente: sarebbe stata una sciocchezza in piena guerra fredda censurare o peggio ancora ritirare un film sulle libertà individuali. Gli stati occidentali non hanno bisogno di uccidere o di reprimere, la fiducia dell'elettore se la iniziano a plasmare da quando questo è nella culla e, quindi, sostanzialmente non fanno altro che solleticarlo dove, si sa, questo è più sensibile (il sesso appunto): nel 1978 il paese dei bazzoni per eccellenza (USA) vede uscire una delle più grosse puttanate partorite da mente umana: Grease. Questa sottospecie di film per sottosviluppati/e è la completa antitesi del Rocky Horror Picture Show. La società rappresentata dal film è quella degli Stati Uniti nel 1958 e non c'è sequenza del film che non faccia rabbrividire o quanto meno svilire chi lo riesca a guardare con occhio critico e non condizionabile, la colonna sonora (in un accenno di sfida) è sullo stesso stile del musical inglese ma inevitabilmente peggiore ( alcune canzoni fanno cascare le palle tanto sono brutte e melense). Gli ideali ivi proposti sono agghiaccianti e come il Rocky horror il sesso è il primo chiamato in causa nel film:
la protagonista della pellicola, nonostante un'iniziale riluttanza, cambia abbigliamento e comportamento in conformità alle esigenze del suo amato affermandone così la superiorità nei suoi confronti. La sfida di corsa automobilistica tra le due bande rivali vede come posta in palio le ragazze della banda dei T-birds ( la donna è solo un oggetto dell'uomo e di essa egli dispone in quanto proprietà). L'unico personaggio libertino del film ( Betty Rizzo, interpretata dall'attrice Stockard Channing) viene punita (da dio e dalla società borghese) rimanendo incinta in seguito ad un rapporto occasionale, esperienza che la porta alla riflessione ed, in seguito, all'abiura nei confronti del suo passato da "viveuse" decidendo d'intraprendere una relazione stabile con un tamarro inguardabile.
Il film, data la sua semplicità di base e l'esplosione di due pezzi della colonna sonora ( l'orribile summer nights e l'insopportabile the one that i want) nelle classifiche di tutto il mondo, diventa immediatamente un successo planetario lasciando al mondo un chiaro messaggio di fondo: il rocky horror picture show è un film tanto carino ma badate che il mondo è sempre funzionato in modo diverso ( molto funzionale in tal senso il fatto che il film Grease sia ambientato nel 1958) e non si può certo credere che gli ideali libertari e libertini proposti dalla pellicola britannica non possano far altro che condurre tutto in un caos sconfinato. L'ordine e la tranquillità, si sa, si paga con la rinuncia a certi "vizi".
La carne al fuoco è tanta e i temi, a tutt'oggi, suonano ancora scottanti: omosessualità repressa, rimessa in discussione del vincolo del matrimonio, gender confusion, promiscuità sessuale, eterna discussione sul significato ultimo del termine libertà. Il film, nonostante un involucro apparentemente naif, è un coacervo di tematiche filosofiche piuttosto alte e gli interrogativi che lascia al suo termine son di quelli che non fan dormire la notte tanto sono intensi e coinvolgenti.
La domanda che ora nasce spontanea è la seguente: com'è possibile che un film così deliberatamente sovversivo non abbia generato una reazione da parte delle schiere di benpensanti che, allora come oggi, son seduti sui seggioloni del potere? Ed infatti la reazione ci fu ma, essendo questo un mondo libero ed essendoci sempre il colosso sovietico a rompere i coglioni, senza mai infierire sul film direttamente: sarebbe stata una sciocchezza in piena guerra fredda censurare o peggio ancora ritirare un film sulle libertà individuali. Gli stati occidentali non hanno bisogno di uccidere o di reprimere, la fiducia dell'elettore se la iniziano a plasmare da quando questo è nella culla e, quindi, sostanzialmente non fanno altro che solleticarlo dove, si sa, questo è più sensibile (il sesso appunto): nel 1978 il paese dei bazzoni per eccellenza (USA) vede uscire una delle più grosse puttanate partorite da mente umana: Grease. Questa sottospecie di film per sottosviluppati/e è la completa antitesi del Rocky Horror Picture Show. La società rappresentata dal film è quella degli Stati Uniti nel 1958 e non c'è sequenza del film che non faccia rabbrividire o quanto meno svilire chi lo riesca a guardare con occhio critico e non condizionabile, la colonna sonora (in un accenno di sfida) è sullo stesso stile del musical inglese ma inevitabilmente peggiore ( alcune canzoni fanno cascare le palle tanto sono brutte e melense). Gli ideali ivi proposti sono agghiaccianti e come il Rocky horror il sesso è il primo chiamato in causa nel film:
la protagonista della pellicola, nonostante un'iniziale riluttanza, cambia abbigliamento e comportamento in conformità alle esigenze del suo amato affermandone così la superiorità nei suoi confronti. La sfida di corsa automobilistica tra le due bande rivali vede come posta in palio le ragazze della banda dei T-birds ( la donna è solo un oggetto dell'uomo e di essa egli dispone in quanto proprietà). L'unico personaggio libertino del film ( Betty Rizzo, interpretata dall'attrice Stockard Channing) viene punita (da dio e dalla società borghese) rimanendo incinta in seguito ad un rapporto occasionale, esperienza che la porta alla riflessione ed, in seguito, all'abiura nei confronti del suo passato da "viveuse" decidendo d'intraprendere una relazione stabile con un tamarro inguardabile.
Il film, data la sua semplicità di base e l'esplosione di due pezzi della colonna sonora ( l'orribile summer nights e l'insopportabile the one that i want) nelle classifiche di tutto il mondo, diventa immediatamente un successo planetario lasciando al mondo un chiaro messaggio di fondo: il rocky horror picture show è un film tanto carino ma badate che il mondo è sempre funzionato in modo diverso ( molto funzionale in tal senso il fatto che il film Grease sia ambientato nel 1958) e non si può certo credere che gli ideali libertari e libertini proposti dalla pellicola britannica non possano far altro che condurre tutto in un caos sconfinato. L'ordine e la tranquillità, si sa, si paga con la rinuncia a certi "vizi".
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