Salve amici,
anche quest'anno mi riaffaccio dal mio cunicolo per rivolgere le mie richieste a voi che ogni giorno in maniera completamente gratuita (non smetterò mai di ricordarvelo) venite su questo blog; è inutile mentire, disagio a vita nell'ultimo anno è passato da 550 visite mensili a superare le 1300 (con picchi di 1800) quindi a questo punto è inutile raccontar frottole: voi su disagio a vita ci venite per godere delle sue proprietà perverse e delle sue asserzioni politicamente ambigue. A questo giro, però, non vi chiederò l'ennesima raccolta fondi per il sottoscritto poiché l'anno scorso, dopo un paio di appelli, mi son reso conto che a voi di frugarvi per questo blog sbatte veramente poco. A questo giro voglio un semplice attestato di stima da parte vostra, un regalino: come molti di voi avranno capito sono un grande appassionato di musica perversa e tumefatta indi per cui ivi vi allego una lista di dischi che desidererei ricevere come semplice prova della vostra stima. Potete fare delle collette e risparmiare. Per eventuali informazioni sui dischi in questione ed il recapito a cui inviarli: disagioavita@gmail.com
Vi ringrazio anticipatamente
Herr von Disgrazia
Nokturnal Mortum "Lunar Poetry" lp
Nortt "Ligfaerd" lp (NO picture disc)
Darkthrone "Transilvanian Hunger" lp (NO picture disc, grazie)
Mater Suspiria Vision "Crack Witch" lp
Mater suspiria Vision "Second Coming" lp
La Vampires feat. Metal Matrix "so unreal"lp
Lunar Aurora "Andacht" CD (vi risparmio l'ellepi poiché credo non esista)
Lustre "glimpse of glory" CD (vi risparmio l'ellepi poiché credo non esista)
Lyrinx "ending the circle of life" lp
Ulver "lyckantropen themes" CD (vi risparmierei la versione lp anche se, ovviamente, è molto più gradita)
Ulver "teachings in silence" CD (vi risparmierei la versione lp anche se, ovviamente, è molto più gradita)
Ulver "Svidd Neger" CD (vi risparmierei la versione lp anche se, ovviamente, è molto più gradita)
Ulver "blood inside" CD (vi risparmierei la versione lp anche se, ovviamente, è molto più gradita)
Ulver "the norwegian national opera" DVD
Elysian Blaze "levitating the carnal" 2xlp
Pink Floyd "meddle"
Pink Floyd "wish you were here" lp
Pink Floyd "animals" lp
Tangerine dream "electronic meditation" lp
Tangerine dream "alpha centauri" lp
Tangerine dream "Zeit" lp
Hawkwind "hawkwind"lp
Grazie davvero
domenica 5 febbraio 2012
Il drammone Mariolone pt.2- che monotonia!
Che Mario Monti fosse un po' birichino lo si intuiva facilmente da quella espressione sorniona e vagamente divertita che sfoggia ogni volta che appare in televisione o sui giornali. Ad un primo colpo d'occhio ci si accorge subito che ci troviamo di fronte al classico esempio di nonnetto arzillo che, giunto al termine dei suoi giorni, se ne sbatte altamente delle regole di buona convivenza civile e, per esempio, si mette a pisciare lungo le strade del centro in pieno pomeriggio di fronte ai passanti. Ora, è chiaro che Mariolone, essendo egli figura pubblica di un certo rilievo, non poteva certo mettersi a pisciare per le strade di Roma ed ecco così che, essendo impossibilitato a farlo dal dotto che per voler di madre natura conduce l'urina dai reni all'esterno, si è ritrovato a dover pisciare dalla bocca una frase alquanto infelice anche se, in un paese migliore, avrebbe un senso compiuto più che condivisibile; è vero, passare un'esistenza nel solito posto di lavoro è una rottura di cazzo! Naturalmente è una rottura di cazzo per chi ce l'ha e naturalmente ce l'hanno in pochi.
Ok, la battuta è infelice,
ok, se la poteva risparmiare
ok, ma la reazione della classe politica è stata più antipatica dell'asserzione proferita dal nostro first minister; tutti si son messi a fare i moralisti e gli indignati, tutti a puntare l'indice verso il povero Mariolone che, comunque questo va detto, non si è messo a dare smentite e a dire che era stato frainteso (come faceva qualcun altro). La classe politica itagliana dimostra per l'ennesima volta di aver la memoria corta, per convenienza, e la faccia come il culo, per definizione: discorsi molto simili se non addirittura uguali a quello del guascone Mariolone eran stati fatti da D'Alema, Amato (di questo è anche storico il discorso sulle pensioni, dove paragonava gli operai metalmeccanici al presidente della repubblica) e anche tutti i ministri che si son susseguiti a capo del ministero del lavoro: tutti fans sfegatati della flessibilità, tutti a dire che i giovani si sarebbero dovuti adeguare ad un futuro dove il posto fisso sarebbe stato sinonimo di arretratezza, tutti a vantare gli effetti benefici del cambiare lavoro ogni sei mesi. Oggi che il lavoro, flessibile o no, è diventato un lusso per pochi, tutti fanno meno i furbi e, non essendo più al governo, si mettono a fare gli scandalizzati di fronte alle stesse battute che loro hanno fatto negli ultimi 15 anni!
La verità è che in itaglia la gente si dovrebbe mettere in testa che il lavoro onesto è un lavoro ormai superato, non da nessuna garanzia e soprattutto non regala brividi riducendo l'essere umano ad una semplice macchina senza sentimenti, pulsioni e slanci: la delinquenza è il futuro dell'itaglia, furto, scippo, spaccio di droga, sfruttamento della prostituzione. Tutti lavori che donano dei buoni guadagni, sicuramente superiori rispetto ai lavori con contratto regolare, e soprattutto riescono sempre a creare un clima di tensione per chi li svolge donandogli brividi e avventure a non finire! Lo so, per chi pratica tali lavori non esiste un fondo pensionistico, non c'è nessun ente che ti tuteli quando ti fai male e le ferie non son pagate, ma è anche vero che nella maggior parte dei nuovi contratti la situazione è la stessa e la pensione, questa è la massima verità, sarà un traguardo che nessuno raggiungerà mai!
Meditate gente, meditate...
Ok, la battuta è infelice,
ok, se la poteva risparmiare
ok, ma la reazione della classe politica è stata più antipatica dell'asserzione proferita dal nostro first minister; tutti si son messi a fare i moralisti e gli indignati, tutti a puntare l'indice verso il povero Mariolone che, comunque questo va detto, non si è messo a dare smentite e a dire che era stato frainteso (come faceva qualcun altro). La classe politica itagliana dimostra per l'ennesima volta di aver la memoria corta, per convenienza, e la faccia come il culo, per definizione: discorsi molto simili se non addirittura uguali a quello del guascone Mariolone eran stati fatti da D'Alema, Amato (di questo è anche storico il discorso sulle pensioni, dove paragonava gli operai metalmeccanici al presidente della repubblica) e anche tutti i ministri che si son susseguiti a capo del ministero del lavoro: tutti fans sfegatati della flessibilità, tutti a dire che i giovani si sarebbero dovuti adeguare ad un futuro dove il posto fisso sarebbe stato sinonimo di arretratezza, tutti a vantare gli effetti benefici del cambiare lavoro ogni sei mesi. Oggi che il lavoro, flessibile o no, è diventato un lusso per pochi, tutti fanno meno i furbi e, non essendo più al governo, si mettono a fare gli scandalizzati di fronte alle stesse battute che loro hanno fatto negli ultimi 15 anni!
La verità è che in itaglia la gente si dovrebbe mettere in testa che il lavoro onesto è un lavoro ormai superato, non da nessuna garanzia e soprattutto non regala brividi riducendo l'essere umano ad una semplice macchina senza sentimenti, pulsioni e slanci: la delinquenza è il futuro dell'itaglia, furto, scippo, spaccio di droga, sfruttamento della prostituzione. Tutti lavori che donano dei buoni guadagni, sicuramente superiori rispetto ai lavori con contratto regolare, e soprattutto riescono sempre a creare un clima di tensione per chi li svolge donandogli brividi e avventure a non finire! Lo so, per chi pratica tali lavori non esiste un fondo pensionistico, non c'è nessun ente che ti tuteli quando ti fai male e le ferie non son pagate, ma è anche vero che nella maggior parte dei nuovi contratti la situazione è la stessa e la pensione, questa è la massima verità, sarà un traguardo che nessuno raggiungerà mai!
Meditate gente, meditate...
venerdì 3 febbraio 2012
sono un pirata, sono un signore
Qualcuno dice che ho perso il cervello, qualcuno dice che sono un fallito, qualcuno dice che sono un poveraccio, qualcuno dice che sono immaturo, qualcuno dice che non voglio affrontare i problemi, qualcun altro dice dice che sono un arrogante e un prepotente e che, di nascosto, prendo in giro i miei amici, qualcuno dice che sono un malato, qualcuno ama dare giudizi su di me solo per sentito dire, qualcun altro ancora sostiene che io corteggi qualsiasi ragazza mi capiti a tiro.
Sono veramente grato a questi qualcuno poiché da solo non sarei mai riuscito a dare un giudizio così severo su me stesso poiché magari, come qualcuno può essersi scordato di dire, manco d'autocritica e, come si sa benissimo, l'autocritica e le critiche altrui non fanno altro che far maturare un persona (e a quanto pare di maturare, secondo qualcuno, ne avrei proprio bisogno). Onestamente, in vita mia, non ho mai dato un giudizio definitivo su me stesso poiché mi ritengo, a torto o a ragione, un essere umano e in quanto tale son composto di debolezze come anche di solidità, di codardia come anche di coraggio, di onestà come anche di disonestà, son fatto di situazioni e condizioni e in ultimo punto, ma non meno importante, perché dovrei perdere tempo nel giudicarmi quando ci son già gli altri che lo fanno così bene?
Oggi,tuttavia, ho voluto provare ad autogiudicarmi e ad offrire a tutti voi un quadro definitivo, anche se ovviamente un po' impreciso, della mia persona; il risultato è stato ovviamente imbarazzante e, riconoscendomi incapace in tale pratica, non son riuscito a stilare nulla che non fossero queste parole che fungono, a questo punto, anche da risposta a tutto quello che qualcuno dice su di me:
"a volte sono un bastardo, a volte un buono, a volte non so neppure come io sono, mi piace qualunque cosa che è proibita ma vivo di cose semplici: vivo la vita!
Di donne ne ho avute tante che mi han capito ed altre che, in malafede, mi han ferito ma è arrivato giusto per me il momento per dire come io sono, come io sento! Ti dirò,
impresto l’anima o il cuore
sono un pirata ed un signore
più amor proprio che pudore
Ti dirò
amo la luna e amo il sole
sono un pirata ed un signore
professionista nell’amore "
Sono veramente grato a questi qualcuno poiché da solo non sarei mai riuscito a dare un giudizio così severo su me stesso poiché magari, come qualcuno può essersi scordato di dire, manco d'autocritica e, come si sa benissimo, l'autocritica e le critiche altrui non fanno altro che far maturare un persona (e a quanto pare di maturare, secondo qualcuno, ne avrei proprio bisogno). Onestamente, in vita mia, non ho mai dato un giudizio definitivo su me stesso poiché mi ritengo, a torto o a ragione, un essere umano e in quanto tale son composto di debolezze come anche di solidità, di codardia come anche di coraggio, di onestà come anche di disonestà, son fatto di situazioni e condizioni e in ultimo punto, ma non meno importante, perché dovrei perdere tempo nel giudicarmi quando ci son già gli altri che lo fanno così bene?
Oggi,tuttavia, ho voluto provare ad autogiudicarmi e ad offrire a tutti voi un quadro definitivo, anche se ovviamente un po' impreciso, della mia persona; il risultato è stato ovviamente imbarazzante e, riconoscendomi incapace in tale pratica, non son riuscito a stilare nulla che non fossero queste parole che fungono, a questo punto, anche da risposta a tutto quello che qualcuno dice su di me:
"a volte sono un bastardo, a volte un buono, a volte non so neppure come io sono, mi piace qualunque cosa che è proibita ma vivo di cose semplici: vivo la vita!
Di donne ne ho avute tante che mi han capito ed altre che, in malafede, mi han ferito ma è arrivato giusto per me il momento per dire come io sono, come io sento! Ti dirò,
impresto l’anima o il cuore
sono un pirata ed un signore
più amor proprio che pudore
Ti dirò
amo la luna e amo il sole
sono un pirata ed un signore
professionista nell’amore "
giovedì 2 febbraio 2012
L'angolo della poesia
La nevicata di ieri, per quanto inferiore a quelle degli ultimi due anni, ha suggerito alla mia mente visioni di corpi antropomorfi lasciati a crepare sotto due metri di neve. Esseri umani assiderati e soffocati da un inverno insostenibile ed eterno, per sempre lasciati a vagare su infinite lastre ghiaccio; la lastra si rompe, l'essere umano sprofonda ed una vita si perde nell'oblio. Isn'it fantastic?
LA MISANTROPIA E' UNA BELLISSIMA POESIA
LA MISANTROPIA E' UNA BELLISSIMA POESIA
Possa questo inverno torrido ed ostile
durare in eterno
terremoti, alluvioni
sconvolgere la penisola
poiché è ciò che ognuno cerca
e ognuno desidera
il collasso di sé stesso
e del nostro ecosistema
non siamo fatti per durare
ma per logorarci e logorare
tutto ciò che ci circonda
l'essere umano non è il bene
l'essere umano non è il male
è solo
per definizione
per definizione
totale distruzione
mercoledì 1 febbraio 2012
UNA SERA AL CINEMATOGRAFO: Salvate il soldato Ryan, 1998
Omaha 6 Giugno 1944,
le truppe americane si preparano allo sbarco nelle terre normanne al fine di liberare l'Europa dal reich e poter aprire, quindi, ristoranti McDonald al posto dei campi di concentramento. Le truppe americane son pompatissime mentre le scialuppe raggiungono la riva: i nostri eroi sono visibilmente pieni di amor patrio (facile l'amor patrio quando vai a fare caciara in casa d'altri), coraggio ed imodium (per evitare il logico prolasso intestinale che un'operazione così scellerata può causare). Le truppe infine sbarcano e nonostante qualche, logica, difficoltà iniziale (tipo qualche migliaio di morti) il trionfo degli USA sul reich è cosa semplice ed immediata. Ovviamente parte subito l'after party americano e là dove prima infuriava una battaglia disumana ora sorge il bivacco scorreggione e ciancicone tipico dei culi a stelle e strisce. Tuttavia un tragico evento piomba sulla storia rovinando la festa alle guasconissime truppe americane: il sergente Marshall apprende la notizia della morte dei tre fratelli Ryan ( potevano anche starsene a casa, n.d.a.) e che il quarto fratello, James Francis Ryan, è stato paracadutato proprio in Normandia ma oltre le linee nemiche (eh, poteva starsene a casa anche lui, n.d.a.). Pensando alla madre dei quattro fratelli, già distrutta per la perdita di tre figli, il coraggiosissimo generale decide d'inviare un manipolo di 8 fessi a salvare l'ultimo dei 4 e al grido di "armiamoci e partite" li invia tra le fauci dei nazisti. Gli 8 vanno incontro a svariate peripezie e, morendo uno dopo l'altro (com'è anche giusto che sia), riescono a ritrovare il soldato Ryan che in realtà è sempre vivo e vegeto, gode di ottima salute, è sempre con la sua compagnia, non è prigioniero dei tedeschi e quando il comandante della spedizione inviata per salvarlo gli ordina di andare via con loro lui lo manda in culo senza ritegno dicendo che preferisce restare con la sua compagnia a combattere i nazisti per la gloria, la patria e le multinazionali del tabacco (l'America, che paese di merda).
Oltre che svelare una certa idiozia strategica dell'esercito statunitense (perdere 8 uomini per salvarne 1, che puttanata pietista), il film ci pone di fronte alla tragica incapacità del regista (già manifesta nel più credibile "Schindler's list"), Steven Spielberg, di accettare il fatto che i nazisti abbian ingabbiato, trucidato e interrato 6 milioni d'ebrei come lui, contrapponendo alla cattiveria tedesca, che nel film viene lasciata intendere come innata, il patriottismo ingiustificato degli stati uniti (il nobile gesto di sacrificare 8 soldati per risparmiare altre lacrime ad una povera mammina già lacerata dalla morte di tre figli), facendo passare per giustificabili le uccisioni spietate dei soldati tedeschi: solitamente i vari omicidi di militari tedeschi vengono conditi da battutine più degne di un film collegiale che di uno di guerra, le uccisioni avvengono, svariate volte durante lo svolgimento della pellicola quando il soldato tedesco si è già arreso e con l'arma a terra, dando per scontato che se lo merita in quanto tedesco e cattivo."La storia la fanno i vincitori, non i vinti" sosteneva Bertrand Russel e in questo film, la verità insita in tale affermazione, è più che palese: i tedeschi, in quanto perdenti, vengono quindi condannati e giudicati come imperdonabili dalla storia per l'olocausto, gli americani, nati dal peggio dell'Europa, che hanno sterminato milioni d'indiani per poi rinchiudere i superstiti nelle riserve (cioè dei campi di concentramento) per appropriarsi della loro terra in quanto vincitori vengono invece eretti come popolo (popolo? quale popolo? un popolo senza storia non è un popolo) salvatore ed amico. Preferivamo Spielberg quando girava film del cazzo per bimbi delle elementari e non questa versione di culone risentito per cose che neanche ha vissuto in prima persona. Stupido yankee ignorante!
le truppe americane si preparano allo sbarco nelle terre normanne al fine di liberare l'Europa dal reich e poter aprire, quindi, ristoranti McDonald al posto dei campi di concentramento. Le truppe americane son pompatissime mentre le scialuppe raggiungono la riva: i nostri eroi sono visibilmente pieni di amor patrio (facile l'amor patrio quando vai a fare caciara in casa d'altri), coraggio ed imodium (per evitare il logico prolasso intestinale che un'operazione così scellerata può causare). Le truppe infine sbarcano e nonostante qualche, logica, difficoltà iniziale (tipo qualche migliaio di morti) il trionfo degli USA sul reich è cosa semplice ed immediata. Ovviamente parte subito l'after party americano e là dove prima infuriava una battaglia disumana ora sorge il bivacco scorreggione e ciancicone tipico dei culi a stelle e strisce. Tuttavia un tragico evento piomba sulla storia rovinando la festa alle guasconissime truppe americane: il sergente Marshall apprende la notizia della morte dei tre fratelli Ryan ( potevano anche starsene a casa, n.d.a.) e che il quarto fratello, James Francis Ryan, è stato paracadutato proprio in Normandia ma oltre le linee nemiche (eh, poteva starsene a casa anche lui, n.d.a.). Pensando alla madre dei quattro fratelli, già distrutta per la perdita di tre figli, il coraggiosissimo generale decide d'inviare un manipolo di 8 fessi a salvare l'ultimo dei 4 e al grido di "armiamoci e partite" li invia tra le fauci dei nazisti. Gli 8 vanno incontro a svariate peripezie e, morendo uno dopo l'altro (com'è anche giusto che sia), riescono a ritrovare il soldato Ryan che in realtà è sempre vivo e vegeto, gode di ottima salute, è sempre con la sua compagnia, non è prigioniero dei tedeschi e quando il comandante della spedizione inviata per salvarlo gli ordina di andare via con loro lui lo manda in culo senza ritegno dicendo che preferisce restare con la sua compagnia a combattere i nazisti per la gloria, la patria e le multinazionali del tabacco (l'America, che paese di merda).
Oltre che svelare una certa idiozia strategica dell'esercito statunitense (perdere 8 uomini per salvarne 1, che puttanata pietista), il film ci pone di fronte alla tragica incapacità del regista (già manifesta nel più credibile "Schindler's list"), Steven Spielberg, di accettare il fatto che i nazisti abbian ingabbiato, trucidato e interrato 6 milioni d'ebrei come lui, contrapponendo alla cattiveria tedesca, che nel film viene lasciata intendere come innata, il patriottismo ingiustificato degli stati uniti (il nobile gesto di sacrificare 8 soldati per risparmiare altre lacrime ad una povera mammina già lacerata dalla morte di tre figli), facendo passare per giustificabili le uccisioni spietate dei soldati tedeschi: solitamente i vari omicidi di militari tedeschi vengono conditi da battutine più degne di un film collegiale che di uno di guerra, le uccisioni avvengono, svariate volte durante lo svolgimento della pellicola quando il soldato tedesco si è già arreso e con l'arma a terra, dando per scontato che se lo merita in quanto tedesco e cattivo."La storia la fanno i vincitori, non i vinti" sosteneva Bertrand Russel e in questo film, la verità insita in tale affermazione, è più che palese: i tedeschi, in quanto perdenti, vengono quindi condannati e giudicati come imperdonabili dalla storia per l'olocausto, gli americani, nati dal peggio dell'Europa, che hanno sterminato milioni d'indiani per poi rinchiudere i superstiti nelle riserve (cioè dei campi di concentramento) per appropriarsi della loro terra in quanto vincitori vengono invece eretti come popolo (popolo? quale popolo? un popolo senza storia non è un popolo) salvatore ed amico. Preferivamo Spielberg quando girava film del cazzo per bimbi delle elementari e non questa versione di culone risentito per cose che neanche ha vissuto in prima persona. Stupido yankee ignorante!
giovedì 26 gennaio 2012
Si alla misantropia (col razzismo si gode solo a metà)
Quand'ero piccolo prendevo sempre in giro una bambina giapponese che frequentava la mia stessa scuola. Ero solito rivolgerle parole del tipo "sayonara" "arigatò" "karakiri" e "hiroshima" ma lei non gradiva molto poiché questo mio atteggiamento la faceva sentire diversa e quindi esclusa. In effetti non aveva tutti i torti: la avvertivo come una caricatura di un essere umano occidentale (l'essere supremo che s'inventa un dio per giustificare la propria stronzaggine e poi butta le bombe atomiche per vincere una guerra) e quindi la sfottevo.
Quand'ero un po' più grandicello iniziai ad andare alle scuole medie, loculo ove di solito si è soliti prendere in giro gli omosessuali anche se, sempre e comunque, dietro le spalle. Parole come "frocio" "finocchio" "culattone" erano all'ordine del giorno: li avvertivamo come una caricatura di un essere umano col giusto indirizzo sessuale (l'indirizzo che ti porta all'altare, ad una famiglia con figli e, non da ultimo e principalmente, affanculo) e quindi li sfottevamo.
Quando poi sono cresciuto e sono andato alle superiori ho scoperto la musica dei punkabbestia e ho iniziato a vestirmi di conseguenza. Al che la gente ha iniziato a sfottere me poiché ero vestito da pattumiera ambulante. Mi gettavano gli spiccioli, mi chiamavano barbone (ok, è vero, non avevano tutti i torti) e m'invitavano a trovarmi un lavoro con motti poco gratificanti: mi avvertivano come una caricatura di un essere umano abbigliato come si deve (cioè di quelli che seguono le pubblicità ed in base a queste arrivano ad acquisire tutti i soliti vestiti ed i soliti accessori, cercando di somigliare l'uno a l'altro e rendendo l'occidente libero e progredito sempre più simile alla Cina di Mao). A questo punto, vedendomi per la prima volta costretto nel ruolo dell'appestato, fui costretto a correre ai ripari ed iniziai a fare discorsi da frichettone-hippydimerda-pacifista-coccolanegri: "esiste solo una razza: la razza umana" "non puoi giudicare un uomo dal colore della sua pelle" e tutte queste stronzate qui. Tirai avanti per un po' in questo modo, sentendomi una persona eticamente irreprensibile, recitando tutte le frasi poc'anzi citate più qualcun'altra di personale invenzione (che per fortuna ho dimenticato), in qualsiasi momento venissero messi in discussione i diritti e l'onestà di una qualsiasi persona che provenisse al di fuori dai confini nazionali.
Poi arrivò il giorno più buio, il giorno in cui solo in pochi hanno la fortuna di potersi permettere di rimanere a letto e non alzarsi: il giorno in cui iniziai a lavorare, e per lavorare non intendo il lavoretto estivo per pagarsi le ferie ma intendo proprio LAVORARE: quando la porta dell'azienda si chiude alle tue spalle e ti rendi conto che quel posto ti vedrà star male, ti vedrà star così e così e non ti vedrà mai star bene, non vedrà mai la soddisfazione dipinta sul tuo volto, non sentirà mai nessuno dirti grazie e soprattutto (dati gli ultimi sviluppi) non ti vedrà mai uscire con la consapevolezza che non ritornerai il giorno dopo perché sei andato in pensione. E' lì che iniziai ad avere a che fare col l'astuzia birbona dell'essere umano, la sua continua volontà di guadagnare da qualsiasi situazione, totalmente incurante se ciò può arrecarti danno, del suo costringerti per meccanismo spontaneo d'autodifesa a farti diventare uguale a lui, cioè una merda ambulante.
Da quel giorno capii quell'unica cosa che da ragazzino in preda alla brama di accettazione sociale, e quindi esperto pappagallo di formule che permettono l'accesso ai vari rituali di riconoscimento sociale, non potevo capire e cioè che il razzismo, il sessismo, l'antisemitismo, etc. non sono pratiche giuste in quanto troppo vaghe e sempre prive di un impianto che ,alla sua base, non sia composto dalla paura o dall'insicurezza dell'individuo che le pratica. L'unica cosa praticabile ai fini dell'autodifesa è la misantropia: non c'è uomo, donna, trans, female to male, male to female, queer, lesbica, efebo che in grembo non porti l'amaro seme della discordia, dell'impossibilità all'umana convivenza
ognuno in sé alberga
la malizia
la truffa
l'opportunismo
la voglia di arrivare scavalcando gli altri fingendo amicizia
mimando la cordialità (in una società dove la simpatia conta più del merito è facile indossare maschere per fingersi agnelli anziché gli avvoltoi che in realtà si è!)
recitando barzellette da bettola per inscenare situazioni da convivio
a cui nessuno voleva essere invitato
In tutta sincerità
Mai mi son fatto male
come a stare a contatto con quelli che dovrei chiamare i miei simili
siano essi negri, sbirri, boyscout, atei, cattolici, ebrei, gay, lesbiche, puttane e ariani
preferirei cento volte esser chiuso in una gabbia con un leone digiuno di una settimana
che andare a far la spesa al supermercato e trovarmi sommerso
dall'umana immondizia
dall'umana lentezza
dalla umana arroganza
dall'umana prepotenza
dall'umana grettezza
che poi diviene violenza
fisica o verbale
domestica e sessuale
Non scrivo ciò
poiché mi ritengo migliore
ma solo perché
mi dichiaro inadatto al ruolo di essere umano
pace così
Quand'ero un po' più grandicello iniziai ad andare alle scuole medie, loculo ove di solito si è soliti prendere in giro gli omosessuali anche se, sempre e comunque, dietro le spalle. Parole come "frocio" "finocchio" "culattone" erano all'ordine del giorno: li avvertivamo come una caricatura di un essere umano col giusto indirizzo sessuale (l'indirizzo che ti porta all'altare, ad una famiglia con figli e, non da ultimo e principalmente, affanculo) e quindi li sfottevamo.
Quando poi sono cresciuto e sono andato alle superiori ho scoperto la musica dei punkabbestia e ho iniziato a vestirmi di conseguenza. Al che la gente ha iniziato a sfottere me poiché ero vestito da pattumiera ambulante. Mi gettavano gli spiccioli, mi chiamavano barbone (ok, è vero, non avevano tutti i torti) e m'invitavano a trovarmi un lavoro con motti poco gratificanti: mi avvertivano come una caricatura di un essere umano abbigliato come si deve (cioè di quelli che seguono le pubblicità ed in base a queste arrivano ad acquisire tutti i soliti vestiti ed i soliti accessori, cercando di somigliare l'uno a l'altro e rendendo l'occidente libero e progredito sempre più simile alla Cina di Mao). A questo punto, vedendomi per la prima volta costretto nel ruolo dell'appestato, fui costretto a correre ai ripari ed iniziai a fare discorsi da frichettone-hippydimerda-pacifista-coccolanegri: "esiste solo una razza: la razza umana" "non puoi giudicare un uomo dal colore della sua pelle" e tutte queste stronzate qui. Tirai avanti per un po' in questo modo, sentendomi una persona eticamente irreprensibile, recitando tutte le frasi poc'anzi citate più qualcun'altra di personale invenzione (che per fortuna ho dimenticato), in qualsiasi momento venissero messi in discussione i diritti e l'onestà di una qualsiasi persona che provenisse al di fuori dai confini nazionali.
Poi arrivò il giorno più buio, il giorno in cui solo in pochi hanno la fortuna di potersi permettere di rimanere a letto e non alzarsi: il giorno in cui iniziai a lavorare, e per lavorare non intendo il lavoretto estivo per pagarsi le ferie ma intendo proprio LAVORARE: quando la porta dell'azienda si chiude alle tue spalle e ti rendi conto che quel posto ti vedrà star male, ti vedrà star così e così e non ti vedrà mai star bene, non vedrà mai la soddisfazione dipinta sul tuo volto, non sentirà mai nessuno dirti grazie e soprattutto (dati gli ultimi sviluppi) non ti vedrà mai uscire con la consapevolezza che non ritornerai il giorno dopo perché sei andato in pensione. E' lì che iniziai ad avere a che fare col l'astuzia birbona dell'essere umano, la sua continua volontà di guadagnare da qualsiasi situazione, totalmente incurante se ciò può arrecarti danno, del suo costringerti per meccanismo spontaneo d'autodifesa a farti diventare uguale a lui, cioè una merda ambulante.
Da quel giorno capii quell'unica cosa che da ragazzino in preda alla brama di accettazione sociale, e quindi esperto pappagallo di formule che permettono l'accesso ai vari rituali di riconoscimento sociale, non potevo capire e cioè che il razzismo, il sessismo, l'antisemitismo, etc. non sono pratiche giuste in quanto troppo vaghe e sempre prive di un impianto che ,alla sua base, non sia composto dalla paura o dall'insicurezza dell'individuo che le pratica. L'unica cosa praticabile ai fini dell'autodifesa è la misantropia: non c'è uomo, donna, trans, female to male, male to female, queer, lesbica, efebo che in grembo non porti l'amaro seme della discordia, dell'impossibilità all'umana convivenza
ognuno in sé alberga
la malizia
la truffa
l'opportunismo
la voglia di arrivare scavalcando gli altri fingendo amicizia
mimando la cordialità (in una società dove la simpatia conta più del merito è facile indossare maschere per fingersi agnelli anziché gli avvoltoi che in realtà si è!)
recitando barzellette da bettola per inscenare situazioni da convivio
a cui nessuno voleva essere invitato
In tutta sincerità
Mai mi son fatto male
come a stare a contatto con quelli che dovrei chiamare i miei simili
siano essi negri, sbirri, boyscout, atei, cattolici, ebrei, gay, lesbiche, puttane e ariani
preferirei cento volte esser chiuso in una gabbia con un leone digiuno di una settimana
che andare a far la spesa al supermercato e trovarmi sommerso
dall'umana immondizia
dall'umana lentezza
dalla umana arroganza
dall'umana prepotenza
dall'umana grettezza
che poi diviene violenza
fisica o verbale
domestica e sessuale
Non scrivo ciò
poiché mi ritengo migliore
ma solo perché
mi dichiaro inadatto al ruolo di essere umano
pace così
sabato 21 gennaio 2012
Videomusic, gli anni '90 e Killing Joke-"Absolut Dissent" 2010
Me ne rendo perfettamente conto, i killing joke appartengono a quel genere di gruppi ormai noti anche alla mamma del maiale, nel senso che li conoscono un po' tutti...
Ricordo che da giovincello, avevo l'imbarazzante età di 15 anni, i killing joke erano solito palesarsi sul teleschermo di casa mia (con questo video qui) tramite il canale televisivo Videomusic che, al contrario della faziosa e giovanilistica fino al vomito Mtv, teneva molto all'acculturazione dei suoi giovani fruitori, provvedendoli con programmi e videoclips ben mirati. Nella mia mente è ancora vivo il ricordo di come Attilio Grilloni ci spiegasse I Virgin Prunes o c'introducesse ai nuovi gruppi punk, di come Jeff fosse totalmente informato su qualsiasi gruppo esistente al mondo, delle interviste intelligentissime di Clare Anne Matz, della simpatia mai banale del Cingoli... Tutte persone appassionate di musica ma anche decisamente qualificate per poterne parlare, donandoti degli stimoli che riuscivano a farti guardare oltre la musica, inserendola in un contesto sociale e storico. Ogni volta che spegnevi il televisore per andare a fare altro ti rendevi conto che avevi imparato anche qualcosa oltre che esserti messo a sentire della musica che, se ti fossi affidato a canali ben più ricchi e blasonati, non avresti mai ascoltato.
Poi è arrivato Cecchi Gori insieme a Red Ronnie e quel periodo è stato cancellato ma, alla fine della fiera, non mi riesce attribuire a queste due comunque ributtanti figure colpa alcuna: Videomusic muore ufficialmente nel momento preciso in cui la gente smette di appassionarsi alla musica ed inizia a viverla come un semplice sottofondo, come la colonna sonora delle loro storie d'amore fatte di plastica e di gesti che disegnano la routine, dei loro lavori sottopagati, dei loro desideri indotti...
La musica oggi non è più uno stimolo ma è solo merce di scambio perché, da un certo punto in poi, è risultato più conveniente produrre delle canzoni a basso costo ma dall'appeal irresistibile (un po' lo stesso principio che anima il capitalismo cinese e anche quello della Padania) piuttosto che in stimoli per creare della musica che facesse cultura, che segnasse un periodo. E fu così che la cultura ce la dovemmo iniziare a cercare nel sottosuolo, affogando tutti insieme in un calderone dal quale difficilmente si fuoriesce e cioè quello del considerarsi migliori poiché affiliati ad una realtà sconosciuta ai più (cioè la realtà di quelli a cui piace ascoltare musica, pensa te che élite stravagante...), facendoci diventare tutti molto più antipatici e sempre più compiaciuti del fatto di appartenere ad un gruppo chiuso...
Me ne rendo perfettamente conto, I killing joke appartengono a quel genere di gruppi ormai noti anche alla mamma del maiale, nel senso che li conoscono un po' tutti ma non posso fare a meno di non citarli su questo blog: se penso a quegli anni è il primo gruppo che mi viene in mente e a dire il vero non so neanche il perché, dato che il loro video con canzone annessa mi faceva anche cagare pesantemente. Sarà che poi dopo ho riscoperto i loro lavori precedenti al 94, innamorandomene completamente. Forse li avrei scoperti comunque ma mi piace pensare che senza videomusic non avrei mai avuto l'ardire di comprare a scatola chiusa il loro primo ed omonimo disco...
Absolut dissent è l'ultimo disco dei Killing Joke e loro, se non erro, non si son nemmeno scomodati a promuoverlo con un videoclip: oramai Mtv passa solo 10 video (i soliti per mesi e mesi) a rotazione e tutta una serie di programmi intenti ad insegnare a noi europei come diventare stupidi, ignoranti ed obesi come gli americani e a ridere di cose inutili e banali (si, a me "i soliti idioti" fa totalmente schifo!), se i killing joke facessero un video credo che lo si potrebbe trovare solo su youtube. Ecco che hanno deciso di andare in giro a suonarlo e basta, senza troppo proclami o pubblicità, riproponendosi dopo 4 anni di assenza semplicemente per quello che sono: un gruppo che ha segnato un'epoca e che ha influenzato quella successiva e non dei predicatori di aria fritta che per giustificare la loro presenza nel panorama musicale devono far finta di essere interessati ai bimbi africani poveri di 'sta minchia ( come fanno quegli evasori fiscali di merda degli u2)
download
Ricordo che da giovincello, avevo l'imbarazzante età di 15 anni, i killing joke erano solito palesarsi sul teleschermo di casa mia (con questo video qui) tramite il canale televisivo Videomusic che, al contrario della faziosa e giovanilistica fino al vomito Mtv, teneva molto all'acculturazione dei suoi giovani fruitori, provvedendoli con programmi e videoclips ben mirati. Nella mia mente è ancora vivo il ricordo di come Attilio Grilloni ci spiegasse I Virgin Prunes o c'introducesse ai nuovi gruppi punk, di come Jeff fosse totalmente informato su qualsiasi gruppo esistente al mondo, delle interviste intelligentissime di Clare Anne Matz, della simpatia mai banale del Cingoli... Tutte persone appassionate di musica ma anche decisamente qualificate per poterne parlare, donandoti degli stimoli che riuscivano a farti guardare oltre la musica, inserendola in un contesto sociale e storico. Ogni volta che spegnevi il televisore per andare a fare altro ti rendevi conto che avevi imparato anche qualcosa oltre che esserti messo a sentire della musica che, se ti fossi affidato a canali ben più ricchi e blasonati, non avresti mai ascoltato.
Poi è arrivato Cecchi Gori insieme a Red Ronnie e quel periodo è stato cancellato ma, alla fine della fiera, non mi riesce attribuire a queste due comunque ributtanti figure colpa alcuna: Videomusic muore ufficialmente nel momento preciso in cui la gente smette di appassionarsi alla musica ed inizia a viverla come un semplice sottofondo, come la colonna sonora delle loro storie d'amore fatte di plastica e di gesti che disegnano la routine, dei loro lavori sottopagati, dei loro desideri indotti...
La musica oggi non è più uno stimolo ma è solo merce di scambio perché, da un certo punto in poi, è risultato più conveniente produrre delle canzoni a basso costo ma dall'appeal irresistibile (un po' lo stesso principio che anima il capitalismo cinese e anche quello della Padania) piuttosto che in stimoli per creare della musica che facesse cultura, che segnasse un periodo. E fu così che la cultura ce la dovemmo iniziare a cercare nel sottosuolo, affogando tutti insieme in un calderone dal quale difficilmente si fuoriesce e cioè quello del considerarsi migliori poiché affiliati ad una realtà sconosciuta ai più (cioè la realtà di quelli a cui piace ascoltare musica, pensa te che élite stravagante...), facendoci diventare tutti molto più antipatici e sempre più compiaciuti del fatto di appartenere ad un gruppo chiuso...
Me ne rendo perfettamente conto, I killing joke appartengono a quel genere di gruppi ormai noti anche alla mamma del maiale, nel senso che li conoscono un po' tutti ma non posso fare a meno di non citarli su questo blog: se penso a quegli anni è il primo gruppo che mi viene in mente e a dire il vero non so neanche il perché, dato che il loro video con canzone annessa mi faceva anche cagare pesantemente. Sarà che poi dopo ho riscoperto i loro lavori precedenti al 94, innamorandomene completamente. Forse li avrei scoperti comunque ma mi piace pensare che senza videomusic non avrei mai avuto l'ardire di comprare a scatola chiusa il loro primo ed omonimo disco...
Absolut dissent è l'ultimo disco dei Killing Joke e loro, se non erro, non si son nemmeno scomodati a promuoverlo con un videoclip: oramai Mtv passa solo 10 video (i soliti per mesi e mesi) a rotazione e tutta una serie di programmi intenti ad insegnare a noi europei come diventare stupidi, ignoranti ed obesi come gli americani e a ridere di cose inutili e banali (si, a me "i soliti idioti" fa totalmente schifo!), se i killing joke facessero un video credo che lo si potrebbe trovare solo su youtube. Ecco che hanno deciso di andare in giro a suonarlo e basta, senza troppo proclami o pubblicità, riproponendosi dopo 4 anni di assenza semplicemente per quello che sono: un gruppo che ha segnato un'epoca e che ha influenzato quella successiva e non dei predicatori di aria fritta che per giustificare la loro presenza nel panorama musicale devono far finta di essere interessati ai bimbi africani poveri di 'sta minchia ( come fanno quegli evasori fiscali di merda degli u2)
download
Iscriviti a:
Post (Atom)
